03 - 2016 | Editoriale
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L’editoriale

Fissato un colloquio con i futuri sindaci

di Eugenio Radice Fossati Confalonieri (Presidente del Collegio Ingegneri e Architetti di Milano)

breve Milano deciderà da chi sarà gestita nei prossimi cinque anni. Il Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano ha deciso per la prima volta di riunire intorno ad un tavolo i candidati sindaci per parlare della Città e della sua amministrazione, non di politica. Il 18 aprile organizzeremo un colloquio di lavoro collettivo.

A questo proposito c’è una notizia che un ingegnere gestionale come il sottoscritto ritiene utile sottolineare: dei quattro candidati tre sono manager e le due coalizioni storiche hanno scelto figure che nel loro passato sono stati  city manager. Il dibattito politico su questo aspetto è acceso e qualcuno storce il naso radiografando il loro passato per verificare se sono abbastanza  o troppo di destra,  di sinistra o centro e se nel loro storico aziendale hanno operato con idee di destra, di sinistra o centro. Noi lasciamo volentieri queste riflessioni ed analisi al dibattito politico/elettorale su cui non vogliamo assolutamente intervenire perché il nostro Collegio non fa politica.

Ci concentriamo sui temi operativi che interessano le nostre professioni volendo capire le strategie di chi ha deciso di offrire la sua competenza alla gestione pubblica. Milano è città di sperimentazione e avanguardia anche sul piano politico, ecco perché la scelta del profilo dei candidati, più che del candidato stesso, può segnare una tendenza. Orientarsi su profili che abbiano maturato provate abilità gestionali riposiziona al centro il tema - imprescindibile per tutte le amministrazioni - del controllo dei costi. Questo vorrei fosse il segnale di una consapevolezza politica che progetti l’amministrazione pubblica ‘in primis’ come erogatore di servizi per i cittadini, i professionisti e le imprese.

Ho passato un breve periodo della mia vita lavorativa in un paese del nord Europa dove tutto ciò è tangibile, percepibile e ben metabolizzato da parte dei funzionari pubblici. Pensare all’amministrazione pubblica come una grande azienda che eroga una serie di servizi vitali e strategici (trasporti, sicurezza, pulizia, cultura, sanità ecc.) non mi sembra una prospettiva così lontana. Personalmente ritengo che non ci sia un modo di destra, sinistra o di centro per far funzionare il sistema fognario della città. Il suo funzionamento è un fatto prettamente tecnico/economico e che funzioni è un fatto di civiltà non di scelte politiche alternative.


 

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