03 - 2016 | Autostrada Venezia Trieste
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Logistica infrastrutture mobilità

La terza corsia dell’autostrada Venezia-Trieste. Il Corridoio Mediterraneo fortemente voluto dall'Unione Europea

di Paolo Stefanato

Con investimenti complessivi per 2 miliardi di euro è e sarà uno dei più grandi cantieri d'Europa: la terza corsia dell'autostrada Venezia-Trieste, gestita dalla Autovie Venete spa (società controllata dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso la finanziaria regionale Friulia), è il naturale rafforzamento di uno dei corridoi più importanti per i flussi di passeggeri e di merci che viaggiano tra Ovest ed Est; è quello che un tempo si chiamava Corridoio 5 e che oggi è stato ribattezzato Mediterraneo. Talmente strategico in chiave europea che il suo potenziamento con la terza corsia è uno dei pochi progetti infrastrutturali inseriti dall'Ue, dopo un'istruttoria rigorosissima, nel piano Junker.

“Dall'inizio degli anni Ottanta – racconta Maurizio Castagna, ingegnere, presidente di Autovie Venete - questo tratto ha registrato un ininterrotto aumento di traffico, fino al 2008, quando ha toccato il picco storico. Con la crisi il traffico è crollato del 20% per poi riprendersi dal 2013: nel 2015 sono transitati 45 milioni di veicoli”. All'inizio degli anni Duemila, sulla scia dei trend in crescita, erano stati avviati i progetti per la terza corsia. La frenata dell'economia ha dato più respiro agli interventi, allontanando il rischio di saturazione. Va precisato che i lavori di potenziamento interessano solo l'asse orizzontale Venezia-Trieste, fino a Villesse, dove l'autostrada si unisce al raccordo per la Slovenia, che ha caratteristiche autostradali e che è entrato in servizio nel 2012; i progetti non riguardano invece l'asse che da Palmanova sale verso Nord, Udine-Tarvisio-Austria.

“I progetti d'investimento erano inseriti in un piano economico finanziario, discusso e approvato nel 2009 per un valore pari a poco più di 2 miliardi di euro da completare entro il marzo del 2017, data di scadenza della concessione: un obiettivo molto ambizioso!” osserva Castagna. Il reperimento delle risorse era fondamentale per la contrattualizzazione delle opere, e in attesa di formulare un piano definitivo e ‘bancabile’ per ottenere il finanziamento necessario, sono stati avviati e realizzati lavori per circa 500 milioni, cntando sulle risorse di Autovie Venete.

Nel 2013 la società ha iniziato a rimettere mano ad un nuovo piano economico finanziario per renderlo più sostenibile attraverso un contenimento dei costi e una rimodulazione degli investimenti su un arco temporale più ampio, e con un contenimento delle tariffe e un’estensione del termine della concessione che permetta di ammortizzare il debito finanziario. Presentato nel giugno 2014, il piano prevede: la suddivisione del residuo ammontare dei lavori pari a un miliardo 428 milioni di investimenti in due tranches, la prima di 849 milioni a copertura di opere da realizzarsi entro il giugno 2022, la seconda di 579 milioni per opere da realizzarsi in un arco di tempo compreso fra luglio 2022 e giugno 2031; incrementi tariffari non superiori al 6% sino al 2018 e in seguito pari alla sola inflazione; proroga della concessione sino al 2025 per consentire l’intero ammortamento del debito.

“Purtroppo – osserva Castagna – il piano non è stato giudicato dal Governo meritevole di approvazione, specie per quanto attiene il profilo tariffario, ritenuto ancora troppo oneroso per l’utenza. Risultato: una nuova revisione del piano, con tariffe ancora più contenute, attualmente in corso di approvazione da parte del Cipe”.

Nel frattempo, l’azienda, con il supporto della Regione Friuli Venezia Giulia, si è adoperata per reperire le risorse necessarie a dare continuità ai lavori e attualmente può fare affidamento su di un prestito della Cassa depositi e prestiti e su una serie di contributi pubblici; oggi sono infatti disponibili circa 500 milioni: 300 come finanziamento dalla Cdp, 55 come contributi già erogati dallo Stato e altri 100 impegnati nel bilancio statale del 2016; il resto proviene dalle casse di Autovie Venete, che ha un cash flow di circa 65 milioni all'anno. Se non ci saranno ulteriori ostacoli, Autovie riuscirà a realizzare entro il 2019 il tratto Palmanova – Latisana, uno dei più critici della rete. Con il piano approvato, sarà possibile anche realizzare, entro il 2022, l’intero tratto Palmanova-Portogruaro, che già attualmente ha un traffico giornaliero medio maggiore del tratto San Donà-Portogruaro.

L'opera comunque è in corso da tempo. Con l’apertura al traffico, nel novembre 2014, del nuovo ponte sul fiume Piave, è stato completato un primo tratto di autostrada a 3 corsie: il primo lotto, compreso fra Quarto D’Altino e San Donà di Piave. Quello che resta ancora da realizzare è il tratto dei successivi 75 chilometri, suddivisi in tre lotti: 33 chilometri e mezzo da San Donà di Piave ad Alvisopoli (secondo lotto); 25 chilometri dal nuovo ponte sul fiume Tagliamento a Gonars (terzo); e 17 km, da Gonars a Villesse (quarto lotto).

“Attualmente – spiega Castagna - per i tre lotti mancanti è stata completata la progettazione definitiva, per il terzo e il quarto sono anche state esperite le gare d’appalto e le relative aggiudicazioni, mentre per il secondo lotto si è convenuto di procedere a un’ulteriore suddivisione in stralci. Questo per poter intervenire, per ogni stralcio, su un solo svincolo e per garantire la funzionalità dell’infrastruttura durante i lavori, limitando così i disagi all’utenza. La suddivisione consente anche di ripartire l’importo totale previsto per il secondo lotto, rendendolo economicamente equilibrato e favorendo la partecipazione alle gare d’appalto delle imprese locali. E' già quasi praticamente cantierabile il tratto da Alvisopoli a Gonars (26 chilometri), che è stato aggiudicato al consorzio Tiliaventum, composto dalle imprese Rizzani De Eccher di Udine e Pizzarotti di Parma”. “Entro l’anno sarà messo a gara il primo stralcio del secondo lotto in continuità con il terzo”. Autovie Venete appartiene per il 74% alla Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso la Friulia, per il 5% alla Regione Veneto e per il rimanente 21% a una serie di soci pubblici e privati – enti locali, istituzioni, banche, assicurazioni, società – ed è titolare della concessione fino al 31 marzo 2017. L’ultimo bilancio, chiuso il 30 giugno 2015, ha registrato un fatturato di 190 milioni di euro, un margine operativo lordo di 93 e un utile di 35 milioni. Quanto alla nuova concessione, essa sarà affidata senza gara o all'attuale Autovie Venete, che però dovrà risultare interamente a capitale pubblico, oppure a una nuova società interamente pubblica, che pagherà un indennizzo di subentro.

 

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