11 - 2016 | Architettura
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Progettato sui terreni del vecchio ippodromo di fronte al mare

Premiato il Centro Niarchos di Atene,progetto di Piano, costruito da Salini

 

di Paolo Mazzanti

Il Centro Culturale della Fondazione Stavros Niarchos di Atene, progettato da Renzo Piano e realizzato da Salini Impregilo, si è aggiudicato il Global Best Project Award 2016 nella categoria cultural/worship assegnato da Engineering News Record (Enr), la rivista statunitense di riferimento nel settore delle costruzioni. Secondo la giuria l’opera “si è imposta per la sua eccellenza progettuale e realizzativa tra 23 progetti di 15 Paesi diversi”. Il Centro Niarchos (dedicato al grande armatore greco) è una delle più grandi strutture in Europa dedicata alle performing arts e sede dell`Opera Nazionale Greca e della Biblioteca Nazionale. Finanziato dalla Fondazione Stavros Niarchos, è stato realizzato dal consorzio guidato da Salini Impregilo e di cui è parte anche la società greca Terna. “La giuria ha valutato progetti presenti in molti Paesi ed ha esaminato gli aspetti relativi alla sicurezza, all`innovazione e alla qualità realizzativa, prestando una particolare attenzione alla diversità dei team e alla loro collaborazione”, ha commentato Enr annunciando il premio. “Sono stati inoltre considerati i benefici per la comunità locale e/o per l`industria delle costruzioni”.

Sorto sui terreni del vecchio ippodromo di Atene, nel quartiere Kallithea, di fronte al mare, il Centro, che è stato visitato dal premier Matteo Renzi il 9 settembre scorso durante il vertice dei Paesi euro mediterranei ad Atene, si sviluppa lungo una collina artificiale sormontata da un parco panoramico di 170 mila metri con 1.500 alberi e 200 mila arbusti arrivati da tutta

Europa. Ma la grande innovazione del Centro è la sua capacità di coniugare l`arte con l`eccellenza della tecnica. Uno degli esempi più evidenti di questo connubio è il Canopy, un guscio sospeso di 10 mila metri quadri che sovrasta il Centro e, grazie a una tecnologia sofisticatissima, si muove seguendo la spinta del vento e delle escursioni termiche. La superficie superiore del Canopy è interamente ricoperta di pannelli fotovoltaici, che rendono il Centro indipendente energeticamente. Il rispetto rigoroso dei principi di sostenibilità ha permesso al Centro di ottenere la certificazione “Platinum”, il rating più elevato previsto dal LEED (Leadership in Energy and Environmental Design, la più prestigiosa al mondo nel settore delle costruzioni).

“Il Centro Niarchos – ha dichiarato Pietro Salini - è stato per noi un sogno che diventa realtà, la possibilità di realizzare un progetto visionario di Renzo Piano che molti avevano ritenuto impossibile, coniugando la tecnica con l’arte per portare a termine un’opera che resterà per le attuali e future generazioni. Un’occasione per celebrare non solo la concretizzazione di un progetto all’avanguardia, di cui siamo orgogliosi di fare parte, ma anche il successo di un piano di riqualificazione urbana basato sull’idea che le grandi opere possono essere volano di uno sviluppo economico e sociale”.

Salini Impregilo sta intanto rafforzando la sua presenza in Africa e Asia, dove ha vinto due importantissime commesse per un totale di 6,4 miliardi di dollari. In maggio si è aggiudicato un nuovo contratto da 2,5 miliardi di euro per la realizzazione della diga di Koysha in Etiopia con una potenza installata di 2.200 MW. L’opera, commissionata dall’Ethiopian Electric Power (EEP), prevede la realizzazione di una diga in Calcestruzzo Rullato e Compattato (RCC) alta 170 metri, con un volume del serbatoio di 6000 milioni di metri cubi e un’energia annua prodotta di 6460 Gwh. Questa nuova importante opera consentirà all’Etiopia, grazie anche all’impianto idroelettrico di GIBE III e a quello del Grand Renaissance Dam sul Nilo Azzurro (GERD), di imporsi come leader nella produzione di energia nel panorama africano. In luglio ha firmato con il governo del Tagikistan un accordo quadro del valore complessivo di circa 3,9 miliardi di dollari per la realizzazione di un progetto idroelettrico che prevede la costruzione sul fiume Vakhsh nel Pamir, una delle principali catene montuose dell’Asia centrale, di una diga in rockfill e nucleo di argilla alta 335 metri, che diventerà la più alta del mondo.

L’accordo tra Salini Impregilo e OJSC “Rogun Hydropower Project” (la società controllata dal governo che coordina la realizzazione del progetto), che permetterà lo sfruttamento dell’immenso potenziale idroelettrico del Pamir. Una volta completato tutto il progetto, la produzione energetica sarà garantita da 6 turbine da 600 MW ciascuna che, a piena capacità, avranno una potenza installata di 3.600 MW, pari a 3 reattori nucleari. Il progetto Rogun HPP raddoppierà l’attuale produzione energetica del Tagikistan, contribuendo in misura fondamentale alla riduzione delle carenze energetiche che si verificano ogni anno d’inverno e che colpiscono migliaia di famiglie incidendo sui loro fabbisogni di luce e di riscaldamento. Il progetto contribuirà positivamente anche allo sviluppo dell’attività agricola, permettendo uno sfruttamento più efficiente dell’acqua come risorsa naturale per finalità irrigue.

 

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