10 - 2016 | Attualità
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Nascono le grandi FS

Confermata l’integrazione con l’Anas, si punta sullo sviluppo intermodale e i servizi internet

Paolo Mazzanti

 

La crescita in Italia non decolla perché scarseggiano gli investimenti. Ma per fare grandi investimenti occorrono soggetti forti ed efficienti dal punto di vista tecnico e finanziario. Nasce anche da qui il Piano industriale decennale delle Ferrovie dello Stato.

Il Piano industriale decennale delle Ferrovie dello Stato, presentato a Roma il 28 settembre, si pone l’obbiettivo di trasformare le vecchie care Fs in una grande società internazionale d’investimenti e gestione di infrastrutture nel settore complessivo della mobilità, dunque non solo treni e binari, ma anche strade attraverso l’integrazione con l’Anas, autobus e metropolitane con l’aumento della presenza nei trasporti pubblici locali e il potenziamento dei trasporti regionali per i pendolari, innovazione con l’offerta di servizi di mobilità digitale, potenziamento del settore merci ed espansione all’estero con la partecipazione a gare in altri Paesi, come quella per la linea Londra-Edimburgo, che segue l’acquisizione già avvenuta della linea Atene-Salonicco in Grecia. Per rafforzare la struttura finanziaria è prevista anche la quotazione in Borsa dell’Alta Velocità che è un utile e può attirare investitori, mentre la rete ferroviaria rimarrà pubblica.

Al di là dei numeri, questa evoluzione delle Fs è necessaria al Paese, come hanno testimoniato il premier Matteo Renzi e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio che hanno partecipato alla presentazione del Piano da parte dell’ad di Fs Renato Mazzoncini e della presidente Gioia Ghezzi alla stazione Tiburtina della Capitale. “Ottimo – ha detto Renzi – il lavoro sull’Alta Velocità, che dovrà arrivare a Lecce e a Palermo (e anche per questo sarà necessario il Ponte sullo Stretto). Ma adesso dobbiamo mettere più soldi per i 600 milioni di passeggeri pendolari e per le metropolitane, visto che l’Italia intera ha meno chilometri di metropolitane della sola Madrid”. “Le Fs sono una risorsa per tutto il Paese – ha commentato il ministro Delrio – Sono molto felice che la rete rimanga pubblica e che ci sia un’attenzione al servizio regionale”.

Il Piano 2016-2017 prevede 94 miliardi di investimenti: 73 per le infrastrutture, 14 per il materiale rotabile e 7 per lo sviluppo tecnologico. 58 miliardi sono già disponibili, di cui 23 in autofinanziamento e 35 già stanziati nei Contratti di Programma. Il fatturato dovrebbe raddoppiare in 10 anni dagli attuali 9 miliardi a 17,6, mentre l’Ebitda dovrebbe raddoppiare da 2,3 a 4,6 miliardi. Infine, la crescita dovrà avvenire per il 70% fuori dall’attuale perimetro aziendale, cioè fuori dai treni nazionali, e i dipendenti dovrebbero passare da 69 mila a circa 100 mila. Per raggiungere questi obbiettivi il Piano fa leva su cinque pilastri strategici: mobilità integrata con un coinvolgimento di tutti gli operatori del settore; logistica integrata, con una radicale riorganizzazione del comparto merci; integrazione fra le infrastrutture ferroviarie e stradali; sviluppo internazionale e digitalizzazione, come fattore abilitante di tutto il Piano. Vediamo in dettaglio i cinque pilastri.

 

MOBILITÀ INTEGRATA

Fs intende proporsi come “punto di accesso” alla mobilità collettiva, capace di accompagnare i viaggiatori dalla porta a destinazione. Oggi l’80% delle persone si sposta con mezzi privati, il 15% utilizzando altre modalità condivise e pubbliche, in particolare con le aziende di trasporto pubblico delle grandi città, e solo il 5,2% con i servizi ferroviari. Per il riequilibrio modale verso soluzioni di trasporto collettivo, la gomma pubblica avrà un ruolo chiave e Fs vuole essere protagonista di questo cambiamento modale salendo dal 6% di quota di mercato del 2015 al 25% nel 2026. L’obiettivo principale è rafforzarsi nel settore del trasporto pubblico locale, cogliendo opportunità in tutt’Italia, partecipando a gare e, laddove possibile, acquisendo operatori strategici, come è già accaduto con l’Azienda di trasporto pubblico di Firenze , con Umbria mobilità e con l’Azienda di Salerno in corso di acquisizione. Fs si candida dunque ad acquisire altre aziende municipali, compresa la grande malata, l’Atac di Roma. Per il trasporto a media e lunga percorrenza, l’obiettivo è quello di estendere a tutta la flotta gli standard qualitativi raggiunti nell’Alta Velocità, grazie anche al completamento della consegna dei nuovi Freccirossa 1000, di cui sono attualmente in servizio 34 treni sui 50 ordinati: ogni ulteriore nuovo ETR 1000 consegnato permetterà di utilizzare i materiali ETR 500 ed ETR 480 su altre linee e di innalzare così anche la qualità di tutta la flotta. Sul trasporto regionale, secondo Fs il cambio di passo è già avviato, grazie all’accordo da circa 4 miliardi per la fornitura di 450 nuovi treni regionali ai quali si aggiungeranno 50 diesel. Le stime prevedono un incremento complessivo della quota di posti/km tra l’8 e il 10% entro il 2026. Il 20% della flotta è già rinnovata, grazie agli arrivi dei nuovi treni dal 2014.

Anche la controllata Busitalia, che dal 2011 al 2015 ha aumentato i ricavi da 68 a 330 milioni (più 450%), è chiamata a fare la sua parte con l’arrivo di 3.000 nuovi bus.

 

INFRASTRUTTURE INTEGRATE

Il Piano prevede investimenti ferroviari per 62 miliardi, di cui 33 per la rete convenzionale, 24 per la rete Alta Velocità-Alta Capacità (AV/AC) e i Corridoi europei e 5 miliardi in tecnologie, per infrastrutture che consentano una mobilità moderna e sistemica per persone e merci: Terzo Valico, Galleria di base del Brennero e Torino-Lione per completare la parte italiana dei quattro Corridoi europei che attraversano il nostro Paese; l’Alta Velocità Milano – Venezia a dicembre farà un passo avanti con l’attivazione della tratta Treviglio – Brescia; ci saranno potenziamenti infrastrutturali e tecnologici nei nodi urbani delle grandi città (Milano, Genova, Firenze, Roma) per aumentare la capacità di traffico e quindi il numero di treni nelle ore di punta; al Sud si prevede l’apertura dei cantieri della linea AV/AC Napoli – Bari, oltre 6 miliardi per connettere due aree che raggiungono una quota di oltre il 40% della produzione nel Meridione; in Sicilia si potenzierà la direttrice Palermo – Catania – Messina, in attesa che la politica decida sul Ponte sullo Stretto, comunque indispensabile per far arrivare l’Alta Velocità a Palermo. Fondamentali anche le velocizzazioni della direttrice Adriatica, tra Bologna-Bari-Lecce (conclusione lavori nel 2018), con un risparmio complessivo di tempo di circa un’ora, e della Salerno – Reggio Calabria, grazie all’avanzamento tecnologico e al miglioramento del tracciato.

Infine, sinergie con i principali porti italiani, i poli retroportuali e logistici; rafforzamento dei collegamenti con i raccordi ferroviari dei principali stabilimenti produttivi, integrazione nella rete nazionale di Fs (oltre 16.700 km) delle ex ferrovie concesse, più di 2.500 km di binari (su 3.500 totali) per ottenere maggiore capillarità del servizio, in ottica punto-punto; maggiore efficienza, grazie a una gestione unica della rete nazionale e maggiore sicurezza, garantita dagli elevati standard tecnologici adottati da Rfi, che avrebbero evitato per esempio la tragedia ferroviaria in Puglia. L’integrazione con Anas consentirà di operare in modo integrato nella progettazione e realizzazione delle opere, creando un soggetto efficiente anche nella gestione delle gare e dei progetti di investimento. La razionalizzazione dei costi porterà 400 milioni di risparmi. Fondamentale, poi, l’uso delle tecnologie che RFI ha installato sulla propria rete per sviluppare le “strade intelligenti”. Gli investimenti previsti per Anas sono 15,5 miliardi che, uniti a quelli per la rete ferroviaria, portano a oltre 78 miliardi la quota totale per le infrastrutture.

 

LOGISTICA INTEGRATA

Nel trasporto merci sono previsti investimenti per 1,5 miliardi (di cui 1,1 per il materiale rotabile, 300 milioni per terminal e logistica e 100 per informativa) e ricavi per 2,1 miliardi nel 2026 (contro 1 nel 2016). Obiettivo la creazione di un polo unico della logistica, la nuova Mercitalia, che opererà attraverso Mercitalia Rail, Mercitalia Logistic e Mercitalia Terminal, e avrà 4.000 dipendenti.

 

ESPANSIONE INTERNAZIONALE

Oggi le attività estere valgono per Fs il 13% dei ricavi. L’obiettivo è raggiungere il 23% nel 2026, il che porterà a quadruplicare l’attuale fatturato estero del Gruppo, posizionando FS Italiane al livello degli altri player ferroviari europei, con 4,2 miliardi di ricavi al 2026. Questa crescita si svilupperà su tre linee. Primo, proporsi come General Contractor, con la capacità di realizzare ferrovie, soprattutto in Paesi con forti gap infrastrutturali, visto che nel mondo ci sono 200 aziende ferroviarie ma sono solo sette i Paesi con linee Alta Velocità. Fs ha la possibilità concreta di esportare il proprio know how, come avverrà in Iran, dove Fs si è proposta per realizzare due nuove linee Alta Velocità. Le aree prioritarie per l’espansione internazionale sono il Medio Oriente (Iran, Arabia Saudita, Oman), l’India e il Sud Est Asiatico (Malesia, Thailandia, Singapore, Vietnam), le Americhe (Brasile, Argentina, Colombia, Perù, Usa e Canada) e l’Africa (Costa d’Avorio, Congo e Sud Africa). Il secondo punto mira alla crescita dei servizi ferroviari a mercato all’estero. Trenitalia può esportare in altri Paesi la propria competenza nell’ Alta Velocità. Oltre a rafforzare le relazioni transfrontaliere esistenti (ad esempio i servizi Thello con la Francia, i collegamenti Venezia – Lubiana – Belgrado o i nuovi traffici con la Svizzera grazie all’apertura delle gallerie del Gottardo e del Ceneri) si punterà sulle rotte europee più appetibili: Parigi – Bruxelles, Parigi – Bordeaux, Amburgo – Colonia, Milano – Zurigo – Francoforte (collegamento che partirà a fine 2017 e attraverserà tre paesi), Atene – Salonicco (grazie all’acquisizione di Trainose) e la nuova gara per la linea Londra – Edimburgo. Il tutto grazie anche alla liberalizzazione dello spazio ferroviario europeo prevista, a partire dal 2020, dal Quarto Pacchetto Ferroviario.

 

NUOVA DIGITAL TRAVEL EXPERIENCE

FS s’impegnerà per favorire tra gli italiani lo sviluppo di una nuova “filosofia di viaggio”, offrendo strumenti digitali che li accompagnino, fornendo soluzioni in tempo reale per spostarsi in Italia e all’estero, ovunque si trovino. Ciò significa, ad esempio, offrire una “pianificazione di viaggio” utile fin dalla programmazione dello spostamento, e fino alla sua conclusione, flessibile e quindi capace di modificare le scelte laddove necessario. Prima che lo faccia Google, intende farlo Fs. 

 

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