08 - 2016 | Approfondimento
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Boom delle metropolitane nel mondo:una rete di 20 mila km sotto le città

Fondamentali per la mobilità urbana e per ridurre l’inquinamento. Aumentano le linee automatizzate senza conducente e le linee sopraelevate. Shanghai e Londra le reti più estese con oltre 460 chilometri. Quella di Haifa la più corta. Molte stazioni, anche in Italia, sono vere e proprie opere d’arte

Paolo Mazzanti

Circa 20 mila chilometri per 800 linee e 12 mila stazioni: sono i numeri della rete mondiale delle 214 metropolitane che corrono sotto le nostre città, da Londra a New York, da Riyadh a Seul, da Tokyo a Copenhagen. Una rete destinata ad aumentare a ritmi vertiginosi per fronteggiare la necessità crescente di mobilità urbana efficiente, come si legge nel rapporto dedicato alle metro intitolato “La rete sotto le città” pubblicato da “Webuildvalue”, la rivista online di Salini-Impregilo. Le metropolitane sono un’infrastruttura moderna e capillare che ha riscritto, dal primo trenino sotterraneo londinese del 1863, le regole e gli equilibri della mobilità urbana, riducendo il peso del costo del trasporto sui cittadini, dove il sistema è più organizzato. A Copenhagen, per esempio, il costo del trasporto vale il 9% del Pil pro capite, contro il 28% di Lagos. E il tema si lega a quello degli investimenti perché investimenti massicci nel settore garantirebbero, dal 2030 in poi, alle città con oltre 750mila abitanti un ritorno in termini di ricchezza prodotta di 800 miliardi di dollari l’anno, pari all’1% del Pil mondiale.

E poi c’è la questione ambientale, con la necessità di ridurre rapidamente le emissioni di carbonio emesse dai mezzi a motore per contenere entro un grado e mezzo l’aumento della temperatura al 2020 come previsto dagli accordi della Conferenza sul clima di Parigi Cop21, solennemente sottoscritti in aprile all’Onu da oltre 150 Paesi. La diffusione delle metropolitane, che vanno a elettricità, è uno strumento essenziale per ridurre il traffico privato e contribuire a “decarbonizzare” la mobilità. Una distinzione importante è quella tra metropolitane classiche e metropolitane leggere, che la norma UNI 8379-2000 definisce come sistema di trasporto rapido di massa che mantiene le caratteristiche della metropolitana classica, ad eccezione della portata oraria, che risulta ridotta a causa della limitata capacità dei convogli. La norma fornisce alcuni parametri caratteristici per le metropolitane leggere: portata potenziale minima per senso di marcia: 8000 passeggeri/ora; cadenza potenziale minima di 3 minuti; capacità di ogni convoglio 400 persone; distanza media stazioni-fermate: 500 – 800 metri; velocità commerciale minima 25 km/h; lunghezza massima del convoglio 80 metri.Le metropolitane più estese sono quelle di Shanghai e di Londra che sono attorno ai 460-470 chilometri. Seguono New York (368 chilometri), Seul (331), Mosca (298), Madrid (293) e Tokio (292). In questa classifica la prima città italiana, Milano è solo al 27° posto. La metropolitana più piccola è quella di Haifa, in Israele, con poco più di due chilometri.

Tecnologia senza pilota

L’innovazione nel settore delle metropolitane si chiama “treno senza pilota”, che si sta diffondendo in tutto il Pianeta. Nel mondo sono censiti 77 metrò automatizzati, 21 dei quali in Europa. Sono gli Stati Uniti a detenere il record, con 15 linee totalmente automatizzate, mentre in Europa il primato tocca alla Francia, con 9 linee attive. Secondo l’ultimo censimento complessivo, stilato nel 2013, nel mondo sono operativi circa 700 chilometri di metro senza guidatore in 32 città, con una rete di 700 fermate, con una crescita che arriverà a 1800 chilometri nel 2025. La linea 4 di Milano è sicuramente l’esempio più vicino: con un percorso di 14,2 km collegherà l’aeroporto di Linate con la stazione FS di San Cristoforo. Le fermate saranno 21, con una previsione di 24mila passeggeri per direzione all’ora. Nella capitale danese è in corso di realizzazione il Cityringen, l’anello che corre per 17,4 km attorno al centro della città, con 17 stazioni a 30 metri di profondità, e un servizio attivo 24 ore su 24. A Salonicco si prevede invece lo sviluppo di un tracciato con una sola linea, lunga 9,6 km: i treni passeranno con una frequenza di 90 secondi negli orari di punta, con l’obiettivo di trasportare 18 mila passeggeri l’ora.

Grandi progetti

Il progetto più ambizioso non si sviluppa però in Europa, ma in Arabia Saudita nella capitale Riyadh, che conta 6 milioni di abitanti ed è una delle città più congestionate del mondo: per alleviare questa difficoltà, l’amministrazione cittadina ha avviato un piano titanico di lavori, che in pochi anni dovrà dotare l’area urbana di un’intera rete metropolitana con sei linee e un percorso rotabile di 150 km. Salini Impregilo è stata coinvolta nella realizzazione della Linea 3, la più lunga di tutte, con un’estensione di 41,58 km e 22 stazioni, da realizzare in quattro anni.

Un altro tema è la combinazione tra binari sotterranei e binari sopraelevati: le linee in corso di realizzazione e quelle ancora a livello di progetto si dividono in modo equo tra il sottosuolo e la sospensione aerea delle strutture sopraelevate. E non di rado, l’una e l’altra soluzione vengono combinate, per raggiungere il mix ottimale. Un esempio è la soluzione adottata a Sydney, dove il Gruppo Salini Impregilo sta realizzando un tratto della Sydney Metro Northwest. Il piano dei lavori prevede la costruzione di otto fermate della metropolitana lungo un tracciato di 23 chilometri, assistite dalla predisposizione di 4mila posti auto. Il tratto sopraelevato chiamato Skytrain correrà ad un’altezza compresa tra i cinque e i tredici metri sopra il livello del suolo per una lunghezza complessiva di 4,6 chilometri, sostenuta da 120 pilastri con campata standard di 39 metri. Sarà pronto a inizio 2017 (37 mesi dall’avvio dei lavori nel gennaio 2014).

Stazioni d’arte

Nel mondo sono anche presenti stazioni del metrò simili a vere e proprie gallerie d’arte che spesso sono divenute attrazioni turistiche. Alcune delle oltre 100 stazioni del metrò di Stoccolma, per esempio, sono dedicate all’esposizione di opere d’arte moderna, con punti luminosi studiati alla perfezione e colori altrettanto ben abbinati.

La metropolitana di Mosca, il secondo sistema di trasporti sotterranei più utilizzato al mondo con quasi 7 milioni di passeggeri al giorno ha diverse stazioni monumentali realizzate negli Anni Trenta, con sculture patriottiche e decorazioni classiche, dipinti e lampadari pregiati. La metropolitana di Taipei (Taiwan) è stata realizzata scegliendo strutture dai colori molto vivaci ed allegri, che hanno contribuito ad attirare i cittadini. La metropolitana di Parigi porta in bellezza i propri 112 anni di età, grazie all’ispirazione Art Nouveau dello stile che ha caratterizzato la sua realizzazione. Le stazioni più antiche hanno il più delle volte mantenuto gran parte del fascino della struttura originale, mentre le più recenti, dallo stile maggiormente contemporaneo, appaiono più funzionali e sono il simbolo di una Parigi in espansione.

La metropolitana di Montreal, realizzata nel 1966 in occasione dell’Esposizione Universale è simile ad una galleria d’arte dai colori vibranti. Nel nostro Paese, Napoli ha puntato negli ultimi anni sull’arte e ha trasformato alcune stazioni della Linea 1 in vere e proprie opere d’arte, affidate ad artisti come William Kendridge, Bob Wilson e Achille Cevoli. Strano, ma vero, le metropolitane italiane (220 km complessivi, 20 linee e 300 stazioni, comprese le metrò leggere) sono nate proprio a Napoli dove nel 1925 entrò in funzione, che faceva parte della direttissima Roma-Napoli, all’epoca noto come Metropolitana FS (attuale linea 2), sulla quale venne istituito il primo esempio di servizio metropolitano italiano. Ma per la costruzione di una vera metropolitana in sede propria e con tracciato riservato bisognerà attendere il 1955, anno in cui entrò in funzione la linea Termini-E42, l’attuale linea B della metropolitana di Roma. Nel 1964 il metrò arrivò anche a Milano con la linea rossa.

 

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