12 - 2015 | MOBILITA'
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ISTAT: Risultano essere ancora troppi gli ostacoli accidentali e fissi che provocano incidenti

Le infrastrutture stradali e la sicurezza dei motociclisti

Una vittima su quattro viaggia in moto. Fortunatamente però il trend è in netto miglioramento

Mai come oggi l’obiettivo sembra a portata di mano. L’obiettivo è quello di abbattere l’incidentalità stradale dei veicoli a due ruote . L’occasione è rappresentata dalla discussione, in Parlamento, del disegno di legge delega per la riforma del codice della strada, il cui iter - a dire il vero – è stato piuttosto lungo e tormentato, contraddistinto da continue interruzione ed incidenti di percorso. Ma ciò che più conta sono i contenuti: per la prima volta nel nostro Paese il tema della sicurezza degli utilizzatori di veicoli a due ruote e, in particolare, delle infrastrutture stradali che gli stessi percorrono quotidianamente, sono state fatte oggetto di una particolare attenzione da parte di Governo e Parlamento. Limitazione della presenza ai bordi della carreggiata di ostacoli fissi artificiali, come i guard-rail; introduzione di segnali stradali dedicati espressamente all’utenza vulnerabile; adozione di soluzioni già attuate in altri paesi europei e finalizzate alla condivisione degli spazi urbani, come le corsie riservate ai mezzi pubblici che – laddove sussistano le necessarie condizioni di sicurezza – potrebbero essere aperte anche alla circolazione di biciclette e motocicli: sono queste alcune delle principali misure volte a tutelare l’utenza vulnerabile delle due ruote, già approvate dalla Camera dei deputati e attualmente al vaglio del Senato per la seconda lettura del provvedimento. Tra le novità introdotte dal disegno di legge, merita particolare attenzione l’attribuzione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del compito di predisporre linee guida destinate agli enti proprietari e gestori delle strade, dedicate alla progettazione e costruzione di infrastrutture stradali ed arredi urbani, che migliorino la sicurezza di ciclisti e motociclisti.

A questo tema è dedicata una recente pubblicazione curata dal DISS – Centro di Ricerca per la Sicurezza Stradale, composto da dipartimenti di varie sedi universitarie nazionali con sede presso l’Ateneo di Parma e da Confindustria ANCMA, l’associazione di categoria che rappresenta le case costruttrici di veicoli a due ruote (ciclomotori, motocicli e biciclette), della relativa componentistica e dell’abbigliamento protettivo. Il libro, intitolato “La sicurezza dei motociclisti – linee guida per la progettazione e l’adeguamento delle infrastrutture stradali “ è stato redatto dal Prof. Salvatore Leonardi e dall’ing. Natalia Distefano e si propone di mettere a disposizione di tutti coloro che sono impegnati nelle diverse attività di progettazione, costruzione e manutenzione dell’infrastruttura viaria, strumenti, indicazioni e best practice europee destinate a migliorare le condizioni di sicurezza di quanti viaggiano su due ruote.

Il tema è di grande attualità, se è vero che, nel nostro Paese, circolano circa otto milioni di motociclisti (il maggior parco circolante d’Europa) e una vittima su quattro di incidenti stradali è un motociclista. La situazione è in netto miglioramento rispetto ad alcuni anni fa: negli ultimi cinque il numero di vittime su due ruote è calato del 34%, nell’ultimo decennio addirittura del 45%, ma esistono ancora importanti margini di miglioramento, soprattutto sul versante infrastrutturale, anche in considerazione del fatto che, secondo le risultanze del MAIDS (Motorcycles Accidents In Depth Study), in Italia le infrastrutture inadeguate sono concausa di incidente nel 25% dei casi, circa il doppio rispetto alla media europea. Inoltre, l’oggetto contro il quale avviene la collisione del veicolo a due ruote sono, subito dopo le autovetture (60% dei casi), la sede stradale e gli ostacoli fissi (17% dei casi). Secondo i dati divulgati nelle scorse settimane dall’ACI-ISTAT nel corso del 2014 la presenza di ostacoli accidentali o fissi presenti sulla strada ha provocato la morte di 69 centauri e il ferimento di altri 1.654: il 27% delle vittime provocate da queste cause sono motociclisti. La necessità di mettere in atto tutte le azioni utili per ridurre il numero degli incidenti è dettata anche da considerazioni di natura economica: il costo sociale imputabile agli incidenti motociclistici ammonta a circa 4 miliardi di euro; i soli costi sanitari, relativi cioè al pronto intervento e all’ospedalizzazione dei feriti, “bruciano” ogni anno circa 130 milioni di euro. Se è vero – come si evince dal MAIDS - che gli elementi infrastrutturali sono causa diretta degli incidenti motociclistici nel 7,7% dei casi, è possibile stimare che ogni anno le infrastrutture incidono per circa 300 milioni di euro sul conto economico dei costi sociali.

Lo studio di ANCMA e DISS, dopo due capitoli introduttivi dedicati alle statistiche sull’incidentalità e alla cinematica e dinamica dei motoveicoli, entra nel vivo della trattazione soffermandosi sugli interventi di sicurezza attiva che potrebbero accrescere gli standard di sicurezza degli utilizzatori di due ruote – dalla segnaletica stradale, all’importanza dell’illuminazione, fino alle tecniche di ripristino e trattamento della pavimentazione stradale in un’ottica di miglioramento dell’aderenza (fondamentale quando i punti di contatto con il manto stradale sono solo due e non quattro!) – e su quelli di sicurezza passiva – sviluppando il tema, molto dibattuto anche a livello mediatico, delle barriere di sicurezza e della protezione rispetto agli ostacoli fissi; un intero capitolo della pubblicazione è dedicato all’analisi di soluzioni, che non riguardano solo l’aspetto tecnico, ma più in generale quello “architetturale” e di arredo urbano, come l’utilizzo di dissuasori di velocità (ad esempio i dossi artificiali), le corsie riservate per i motocicli o condivise con altri mezzi di trasporto, la segnaletica orizzontale dedicata espressamente alle due ruote; il libro si chiude con un’interessante disamina sul tema delle analisi di sicurezza delle infrastrutture, sia riferite ai progetti di nuove opere, sia alle strade già in esercizio, strumento imprescindibile per adeguare le caratteristiche di sicurezza delle infrastrutture alle esigenze delle diverse categorie di utenti; l’analisi di sicurezza è complementare all’analisi di incidentalità motociclistica – ultimo argomento affrontato dallo studio – che si propone di raccogliere tutte le informazioni statistiche utili all’identificazione dei siti a rischio più elevato di incidente stradale e dei relativi fattori causali.

Il libro può essere acquistato attraverso il sito del Collegio
www.collegioingegneriarchitettimilano.it

 

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