10 - 2015 | Notizie dal Croil
PDF Stampa E-mail

L’intervento del Presidente della Consulta degli Ordini della Lombardia

Allegrini: “Passiamo dalla politica del dire a quella del fare. Per il bene della categoria”

  

“Ora è necessario passare dalla politica del dire a quella del fare. Il vero mestiere degli ingegneri, da sempre abituati a lavorare sui fatti”. E’ questo l’auspicio di Augusto Allegrini, Presidente della Consulta Regionale degli Ordini della Lombardia, a commento dei lavori congressuali di Venezia. “Ora è davvero necessario mettere in campo risorse e misure per dare il via ad un serio rilancio del mercato del lavoro. La verità è che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri è fortemente sbilanciato verso il primo settore. Si parla troppo di lavori pubblici, senza invece approfondire le tematiche legate agli altri ambiti, dall’informazione all’industria alla biomedica, che potrebbero fungere da traino per un reale sviluppo duraturo che interessi tutta la categoria. È questo anche uno dei motivi del depauperamento degli iscritti all’albo. È necessario recuperare chi non crede nell’istituzione e non si sente rappresentato”. Una crisi che investe i liberi professionisti, come ricorda anche il Presidente Allegrini: “È fallito il modello degli studi professionali composti da una o due persone, sono stati letteralmente polverizzati. Se vogliamo avere un futuro roseo bisogna puntare sulla multidisciplinarietà: gli ingegneri devono essere in grado di organizzarsi in studi che mettano al centro il progetto e che abbiano al loro interno diverse competenze, in modo da poter rispondere in pieno alle esigenze dell’utenza”. E non finisce qui: “Le associazioni tra professionisti dovranno permettere alla categoria di tornare ad essere competitiva”. Idee importanti, che Allegrini spera possano trovare applicazione sin da subito, in modo da poterne valutare i risultati già al prossimo congresso che si terrà a Palermo: “Un congresso che dovrà finalmente valutare i contributi provenienti dalle assemblee dei presidenti e dai vari gruppi di lavoro che operano all’interno del Cni. Inoltre, mi auguro vivamente che si possa fare una verifica attenta delle risultanze concrete dei vari punti di cui è composta la mozione finale. Non devono rimanere solo dei freddi richiami su un foglio di carta ma devono trovare applicazione reale proprio per cercare di risolvere i tanti problemi che affliggono la nostra categoria e – conseguentemente – la società nella quale viviamo. È fondamentale non disperdere energie e risorse preziose, sarebbe davvero un gran peccato”.   

Roberto Di Sanzo

 

Usiamo i cookies per darti un'esperienza pratica e senza soluzione di continuità sul nostro sito. Continuando a navigare in questo sito, concordi con la nostra politica sui cookies. Scopri di più sui cookies nella nostra pagina dedicata alla Politica sui Cookies.

Accetto e proseguo la navigazione del sito