04 - 2015 | Expo
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Ingegneri e architetti per un modello di sostenibilità ambientale


IL PROGETTO

Il Sito che ospita l’evento occupa circa 1 milione di metri quadrati Uno degli obiettivi principali di Expo 2015 S.p.A. è che il Sito, nelle sue modalità costruttive, espositive e gestionali, rappresenti un modello di sostenibilità ambientale. L’idea è che attraverso un’accurata pianificazione dell’uso delle risorse energetiche, delle tecnologie di cantiere, dell’impiego di materiali ecocompatibili, riciclabili o riutilizzabili, del massimo risparmio nel consumo di suolo, della gestione dei rifiuti e della logistica prima, durante e dopo l’Evento, il Sito possa diventare un grande laboratorio a cielo aperto della sostenibilità, in grado di mobilitare e potenziare tutti i saperi e le pratiche migliori sul tema. Un intero processo destinato insomma a diventare good practice e punto di riferimento per il futuro.

Durante la fase di costruzione, particolare attenzione è stata posta sui seguenti aspetti:

- design, costruzione e gestione di alta qualità secondo criteri di sostenibilità ed eco-compatibilità avanzati;

- riduzione al minimo del consumo di energia e di risorse naturali, limitazione di impatti ambientali e territoriali negativi;

- miglioramento della qualità ambientale e valorizzazione complessiva del Sito Expo Milano 2015. Il progetto paesaggistico del Sito espositivo ha come obiettivo la creazione di un paesaggio antropico che trova nell’acqua e negli elementi agro-ambientali la chiave per reinterpretare i caratteri identitari dell’area, contribuendo a costruire nuove connessioni col territorio e qualificare lo spazio pubblico. Per questo il progetto paesaggistico del sito si pone gli obiettivi di:

- un progetto che non lasci “cattedrali nel deserto” ma anzi sviluppi un paesaggio, costituito di reti, spazi pubblici, canali e verde, come infrastrutturazione di base capace di costruire nuove connessioni col territorio, e qualificare lo spazio pubblico;

- costituire uno snodo importante per la rete dei percorsi ciclopedonal intercomunali e provinciali, creando nuovi elementi di collegamento col territorio circostante (passerella cascina Merlata, passerella Fiera e piste ciclabili di congiunzione con il canale villoresi e con l’area Stephenson-Sacco) che permetteranno al Sito di essere un’area aperta e permeabile alla città e ai cittadini. Le parti di tracciati in affiancamento ai “nuovi” corsi d’acqua forniscono un ulteriore valore aggiunto alla rete ciclopedonale in termini di qualità ambientale e attrattività paesaggistica. Il paesaggio del Sito espositivo è quindi composto da spazi pubblici di pedonalità, spazi d’acqua e spazi a verde per oltre il 60% della superficie ed è così articolato:

- tutto il sito sarà pedonale con circa 260.000 metri quadrati di aree pavimentate (circa ¼ del sito);

- 280.000 metri quadrati (più di ¼ del sito) sono destinati ad aree verdi, con più di 10.000 piante utilizzando più di 250 specie vegetali: Il canale perimetrale, elemento vitale per la nutrizione (attraverso le vasche di fitodepurazione che restituiscono le acque meteoriche pulite al sistema irriguo delle campagne circostanti) e per il comfort ambientale-paesaggistico (la funzione di riequilibro idraulico insieme alla creazioni di un piacevole microclima) occupa un’area di circa 77.000 metri quadrati.

LA PIASTRA

Le opere civili individuate nel sito possono essere caratterizzate in funzione del carattere permanente o temporaneo delle stesse, ovvero le opere che servono esclusivamente all’evento in progetto e hanno perciò un’indole temporale, quelle che saranno ricalibrate per un uso futuro ed infine le opere che avranno un carattere permanente. Fanno parte della prima categoria gran parte dei sottoservizi e degli edifici ad essi collegati, alcuni accessi al sito, alcune recinzioni, le aree service, le tende e tutte le strutture ad esse collegate.

Nella seconda categoria compaiono:

I percorsi principali che dovrebbero diventare delle strade principali del sito ed alcuni fabbricati ed altre opere civili minori a servizio degli impianti.

Nella terza categoria trovano posto:

per gli spazi d’acqua: il canale, il lago, le darsene e le vasche di fitodepurazione;

per i percorsi: l’accesso Ovest di uscita della metropolitana ed i ponti;

per gli spazi a verde: la collina. Questa distinzione fa sì che le strategie costruttive e la scelta del materiale siano diverse a seconda della categoria di appartenenza delle opere.

Si elencano le opere civili appartenenti alla piastra:

SPAZI D’ACQUA

PERCORSI AGROECOSISTEMI

OPERE A VERDE

IMPIANTI TECNOLOGICI

AREE SERVICE

Strategie costruttive e materiali

Indipendentemente della categoria di appartenenza delle opere, ci sono degli aspetti di progettazione comuni a tutte le opere, ovverosia progettate e costruite:

- nel rispetto delle normative e regolamenti di legge vigenti;

- con riduzione dell’impatto delle opere nel paesaggio

- nel rispetto dei vincoli paesaggistici e/o altri vincoli imposti dalle strutture limitrofe

- con facilità costruttiva con velocità di esecuzione

- con l’uso di materiali ecosostenibili (sostenibilità ambientale significa essenzialmente riciclabilità e durabilità) Infine vengono specificate le caratteristiche richieste alle opere in funzione alle categorie prima definite:

- opere appartenenti alla prima categoria (temporali): per queste opere prevale innanzitutto la scelta di materiali ecosostenibili con un’alta percentuale di riutilizzo e riciclabilità. E’ importante realizzare queste opere con materiali leggeri che permettano ingombri contenuti e limitatamente invasivi per le fondazioni.

- opere appartenenti alla seconda categoria (opere permanenti modificabili per un uso futuro): per queste opere prevale innanzitutto la scelta di materiali che permettano, senza ingenti costi, la trasformazione all’uso futuro post Expo.

- opere appartenenti alla terza categoria (opere permanenti): queste opere devono garantire la vita nominale richiesta per la categoria di appartenenza delle opere stesse. Nel ciclo di vita di questi fabbricati si dovrà tener conto dei carichi imposti durante la vita attuale e futura dell’opera, della manutenzione degli stessi, dell’impatto ambientale, della ecosostenibilità e della rintracciabilità dei materiali adoperati per la costruzione delle opere.

IL TEATRO ALL' APERTO

Il progetto dell’Open Air Theatre all’Expo 2015 a Milano si configura come il principale luogo d’incontro della manifestazione dove avverranno gli eventi di spettacolo, cerimonie e meeting istituzionali. In continuità con la filosofia del Masterplan, il progetto espande la nozione di “paesaggio” prevista per l’Open Air Theatre precisando quali sono le relazioni tra questo e gli usi pubblici che avvengono in questo luogo. Non c’è dubbio, infatti, che nell’Open Air Theatre convivono le tipologie del parco, qui inteso sia come orografia artificiale sia come superficie verde, della piazza come luogo pubblico d’incontro riconoscibile e del teatro come spazio orientato verso il palcoscenico.

VASCHE PER LA RACCOLTA DELLE ACQUE

Al fine di assicurare una opportuna depurazione delle acque meteoriche di prima pioggia provenienti dal dilavamento superficiale del sito Expo, a garanzia del rispetto delle caratteristiche qualitative del corpo idrico recettore, è stata prevista la realizzazione di n.11 vasche di fitodepurazione denominate a partire dal lato NW FT01, FT02, FT03, FT04, FT05, FT06, FT07, FT08, FT9, FT10, FT11. Le vasche sono previste all’interno dell’area espositiva e localizzate nelle adiacenze del canale perimetrale con dimensioni tra di loro differenti in funzione delle dimensioni del bacino di drenaggio intercettato.

Le vasche di fitodepurazione sono idraulicamente connesse con il canale d’acqua che circonda il perimetro del sito Expo ed intercettano le sole acque meteoriche di prima pioggia (first flush), separate da appositi manufatti di sfioro. Le acque depurate dal canale perimetrale confluiranno in un canale irriguo, secondario del Canale Villoresi. Ogni vasca ha uno o più ingressi indicati con “IN” ed una sola uscita indicata con “OUT” che  immette nel canale perimetrale attraverso una paratoia manuale o un tubo. Prima dell’ingresso in vasca è presente un pozzetto d’ingresso preceduto da un disoleatore - dissabbiatore che svolge un trattamento primario delle acque di prima pioggia.

In corrispondenza dell’uscita è prevista una feritoia provvista di paratoia o un pozzetto contenente un “regolatore di livello”: in entrambi i casi è possibile regolare il livello dell’acqua all’interno delle vasche (lo svuotamento nelle fasi di manutenzione straordinaria e l’allagamento nella fase di messa a dimora delle piante e avviamento per favorire l’attecchimento della vegetazione). Le superfici delle vasche variano da 350 a 1900 m2. Le vasche di fitodepurazione serviranno a depurare le acque di prima pioggia provenienti dal dilavamento superficiale del sito Expo in particolare dai tetti dei padiglioni e dalle aree pavimentate in cui circoleranno solamente pedoni o veicoli elettrici. Le vasche di fitodepurazione avranno funzione multipla: oltre a depurare le acque di prima pioggia serviranno come area turistico - ricreativa e per questo avranno l’aspetto di giardini acquatici.

 

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