12 - 2014 | Attualità
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Ecco “Water for the World”, progetto della Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri di Milano

Acqua, un errore dare tutto per scontato

Ricerca, formazione e cooperazionione per garantire l'oro blu

Davide Canevari

Dentro a una normale tazzina di caffè... ci stanno ben 140 litri d’acqua! Può sembrare un assurdo che va contro le leggi del buon senso e della fisica; ma non è così. I consumi di acqua associati alla coltivazione e alla lavorazione della materia prima necessaria per un singolo espresso ammontano infatti a un ettolitro e mezzo! Che l’acqua sia indispensabile per la vita è cosa risaputa da tutti. Sono in pochi, tuttavia, ad avere presente quanta acqua consuma ciascuno di noi in una normale giornata o quanto l’acqua per una parte considerevole della popolazione planetaria rappresenti ancora oggi un lusso, più che un bene di prima necessità.

Sono attualmente 900 milioni le persone che nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile e 2,5 miliardi quelle non servite da infrastrutture idriche. Le prospettive nel medio e lungo periodo, per altro, non sembrano affatto tranquille. È stato calcolato che nel 2030 (quindi già domani!) il gap di risorse idriche tra la domanda e la potenzialità effettiva sarà pari al 40 per cento. Non solo, se nel 2050 si vorrà coprire la domanda della popolazione incrementale, migliorando gli standard attuali di vita ed eliminando la malnutrizione, serviranno 4.200 miliardi di metri cubi/anno di acqua potabile in più rispetto alle risorse oggi consumate.

Questi numeri - ricordati dalla professoressa Maria Cristina Rulli del Politecnico di Milano - sono la migliore presentazione possibile per l’iniziativa Water for the World (W4W), avviata dalla Fondazione dell’Ordine Ingegneri di Milano. Come è stato ribadito durante l’evento di presentazione che si è svolto a Milano al Palazzo delle Stelline lo scorso 25 novembre, W4W nasce infatti con il dichiarato obiettivo di incentivare la ricerca, la formazione professionale, la cooperazione internazionale e la comunicazione sul tema strategico della scarsità idrica e delle problematiche correlate. Più nel dettaglio, sono 4 le aree di intervento che contraddistinguono il progetto W4W. Un primo importante tema riguarda la ricerca scientifica e in particolare l’individuazione e la diffusione di best practice. Non si parte da zero, in quanto W4W intende fare tesoro dell’esperienza già maturata nell’ambito del progetto Nexus: food, water, energy, approfondendo i legami che esistono tra cibo, acqua ed energia. Altro ambito concreto di intervento riguarda la formazione. Il primo mattone è stato posto con la definizione di un’Alta Scuola di Formazione. L’ingegner Carlo Carrettini (Direttore Acquedotto - Metropolitana Milanese) ha precisato alcuni dettagli dell’iniziativa:
il corso sarà indirizzato a giovani laureati italiani;
prevede 240 ore complessive di cui 120 in aula e 120 di tirocinio;
mira a formare le competenze necessarie per la gestione degli interventi nel settore idrico nei Paesi in Via di Sviluppo, nell’ambito di progetti di cooperazione internazionale;
la docenza sarà affidata a professori universitari, manager d’impresa e progettisti internazionali;
tra i principali temi trattati ci saranno la cooperazione internazionale, il project management, il reperimento e l’utilizzo delle risorse idriche, le opere igienico-sanitarie, la realizzazione degli interventi.
Spazio anche alla divulgazione. Sfruttando in primis l’effetto traino dell’evento Expo 2015, W4W intende realizzare un ciclo di eventi e conferenze sul tema della scarsità idrica e delle principali iniziative internazionali ad essa connesse. Infine la cooperazione internazionale, partendo dalla volontà di rafforzare la rete delle iniziative già in essere, mettendo a fattore comune le risorse per individuare i Paesi in cui impegnarsi e valorizzando (anche) la capacità diplomatica e di gestione dei finanziamenti.

Quest’ultimo aspetto è stato approfondito, durante la presentazione dell’iniziativa, proprio dall’Ambasciatore Giorgio Giacomelli (membro United Nation Secretary General’s Advisory Board on Water). “Per la risorsa acqua serve un coordinamento di gestione su scala mondiale che aiuti a superare l’attuale rottura degli equilibri tra qualità, quantità e disponibilità. Tra i nodi prioritari da affrontare vi è certamente quello delle acque transnazionali, forse il più delicato di tutti perché va al di là delle questioni tecnologiche e investe quelle politiche”. E non si creda che il problema acqua (come avviene anche nel caso della povertà energetica) sia relegato solo a qualche area remota del Continente Nero o delle regioni povere dell’Asia. Lo ha ribadito chiaramente l’ingegner Rossella Monti (Centro di Cultura Scientifica A. Volta) portando un esempio vissuto di fresco.
“Sono appena rientrata dall’Ucraina per un check delle priorità nel settore idrico e della sanitation, e ho riscontrato nel cuore dell’Europa gli stessi problemi già visti in Paesi di II industrializzazione: carenze infrastrutturali, gestionali, organizzative, legislative; problemi di efficienza energetica e di inquinamento. Proprio la qualità dell’acqua, la tutela delle risorse idriche, il risanamento ambientale, sono stati indicati dagli esponenti governativi locali come priorità assoluta da affrontare.
“Water for the World - ha affermato il Presidente della Fondazione dell’Ordine Ingegneri, Silvio Bosetti, ideatore dell’iniziativa e moderatore dell’incontro - si candida a diventare nei prossimi anni l’hub italiano delle competenze sul tema della scarsità idrica per valorizzare una tradizione, una storia e una capacità innovativa indiscutibile e che, consolidando una rete unitaria, potrà apportare le risorse economiche per diffondere il Made in Italy anche nel mondo dell’acqua. La presenza a Milano di un evento straordinario, quale EXPO 2015, che tratterà anche questo tema, favorirà nei prossimi mesi la conoscenza dell’argomento e sarà occasione straordinaria per promuovere l’iniziativa ideata dalla Fondazione dell’Ordine Ingegneri di Milano”.

Attorno al progetto originario lanciato dalla Fondazione dell’Ordine Ingegneri di Milano si è già creata una squadra compatta: realtà quali la Commissione Europea, la Fondazione Politecnico di Milano, Expo 2015, Animp, Fast, Aldai, Confindustria e Confservizi Lombardia hanno già deciso di aderirvi.
“Aldai e Ordine degli Ingegneri collaborano da tempo - ha commentato Romano Ambrogi, Presidente Aldai, intervenendo alla presentazione dell’iniziativa - e rappresentano qui a Milano un polo di attrazione per persone di cultura industriale accomunate dal sentire la responsabilità professionale e civile come costituenti la loro missione. A maggior ragione abbiamo voluto essere presenti in un’impresa che testimonia uno spirito tutto ambrosiano di fattiva operatività a favore di chi intende impegnarsi in progetti di cooperazione internazionale riguardanti il nexus cibo, acqua, energia”.
Nella stessa sede Pierino Gauna, consigliere Animp, ha voluto ricordare come negli ultimi anni il 90 per cento dei ricavi dell’impiantistica industriale italiana siano stati raccolti all’estero, lavorando su impianti sempre più complessi, impegnativi e di grandi dimensioni, spesso proprio legati al settore acqua o energy. “La capacità gestionale è diventata un elemento sempre più determinante - ha aggiunto - e il nostro primo contributo concreto al progetto W4W vuole proprio essere il trasferimento delle conoscenze maturate sul campo alla Scuola di Alta Formazione”.
Fattiva e propositiva anche la sponda offerta dall’ingegner Giovanni Bordoni, presidente Confservizi Lombardia: “In Francia oggi l’1 per cento degli importi delle tariffe idriche viene prelevato e destinato a progetti per lo sviluppo di questa risorsa nei Paesi che si affacciano a Sud del Mediterraneo. Stiamo lavorando perché anche l’Italia possa adottare una analoga misura che renderebbe disponibili risorse per complessivi 75 milioni di euro”.

 

 

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