02 - 2014 | Il Giornale dell'Ingegnere
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Il 2013 in numeri, visto dalla nostra redazione

Sandra Banfi e Davide Canevari

Tabella con grafico


E' tempo di analisi. E se per le aziende – grandi o piccole che siano - questo significa fare le analisi dei prodotti, dei mercati e della soddisfazione del cliente, per una redazione vuol più semplicemente dire sedersi attorno a un tavolo - lo stesso che ha ospitato tante riunioni, correzioni degli impaginati, definizioni dei contenuti dei numeri successivi, incontri con gli autori - e sfogliare quanto prodotto nei dodici mesi precedenti. Nessuna operazione nostalgica, solo l’occasione per tirare le somme (per sommi capi) su quello che il nostro Giornale ha saputo offrire agli oltre 40 mila lettori che anche nel corso del 2013 ci hanno accordato la loro fiducia e il loro interesse. Il contesto generale, come noto a tutti, non era certo facile.

Da una parte, il perdurare di una condizione di fondo dell’economia italiana che definire problematica non è certo una forzatura dall’altro una professione – quella dell’ingegnere – in forte e necessaria evoluzione che impone anche agli Ordini di rivedere i loro ruoli sia per i nuovi obblighi di legge, sia per dare un maggiore supporto alla politica. E poi, la necessità di innovare nel grande e nel piccolo; come Sistema Paese ma anche nel quotidiano del proprio lavoro. Una bella sfida per una testata che non si propone semplicemente come “giornale di settore”, quanto – compito ben più ambizioso! – come strumento di aggiornamento, di formazione, di informazione, di stimolo per la categoria. La risposta del nostro Giornale? Eccola riassunta in estrema sintesi e in pochi numeri. L’area Ordini e professione è stata ulteriormente potenziata e a questa afferisce quasi un quinto degli articoli pubblicati nel corso del 2013.

Anche i temi Società, economia, imprese e innovazione si sono confermati come uno dei punti di riferimento del dibattito promosso dal nostro Giornale (14,8 per cento). È stata poi introdotta una nuova area di approfondimento dedicata ai materiali e organizzata in 12 specifici “Speciali”, uno a numero. Per ciascun materiale si offre il quadro normativo di riferimento e alcune case history di rilievo relative ad applicazioni pratiche. I 12 “Focus”, presenti anch’essi su ogni numero affrontano invece argomenti vari di carattere generale, trasversali al mondo dell’ingegneria, quali le infrastrutture ferroviarie, il rischio sismico, il fotovoltaico, l’edilizia residenziale, ecc.

Con un articolo a numero, il countdown è stato riservato a Expo 2015, evento che condizionerà inevitabilmente Milano per i prossimi anni.
Energia (intesa soprattutto come efficienza e applicazione delle nuove tecnologie) ed Architettura, urbanistica, edilizia, hanno rappresentato altri due importanti filoni di approfondimento. Come sempre, occorre precisare che la ripartizione in temi e argomenti, proposta nell’Indice Annuale, (e riassunta nella tabella che accompagna questo articolo) va considerata solo come uno spunto, una traccia del tutto opinabile. Molti degli articoli “raccolti” sotto la voce Ordine, ad esempio, riguardavano interventi di illustri esponenti della categoria sui temi dell’ambiente, della sicurezza, della prevenzione antisismica, della formazione, della qualità.

Come tali, potevano quindi benissimo essere “considerati” sotto queste voci tematiche. Allo stesso modo, come già accennato, pressoché tutti i focus dedicati ai materiali hanno concentrato l’attenzione anche sugli aspetti normativi, della qualità, della sicurezza (categoria che, dunque, non è stata affatto trascurata, a dispetto di quanto possa sembrare da una scorsa veloce alla nostra tabella riassuntiva).

 

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