10 - 2013 | L' intervista
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Intervista a Francesca Contardi, direttore generale dell’agenzia per il lavoro Page Personnel


Sud America e Russia, le nuove frontiere

Gli ingegneri e le opportunità rivolte soprattutto ai giovani

dott. ing. Franco Ligonzo

“A caccia di idee per cambiare il lavoro in Europa – Emergenza occupazione: l’impegno della Commissione Europea” , questo è il titolo del pezzo pubblicato da Il Sole 24 Ore, sul numero del 22 settembre.
In esso, Michel Barnier (Commissioner responsable for internal market and services -2010-2014) ricorda le diverse misure già messe in atto per mettere in contatto persone in cerca di occupazione e datori di lavoro attraverso il portale Eures (eures.europa.eu), per fornire un contributo finanziario ai giovani che cercano lavoro all’estero, per dare assistenza a giovani e meno giovani attraverso consulenti esperti.
Il problema della disoccupazione giovanile è quindi ben presente a livello della Commissione Europea; trovare la soluzione sarà uno dei prossimi banchi di prova della Comunità per dimostrare la propria utilità e per dimostrare la propria capacità di essere vicina ai suoi cittadini.
Un problema analogo, seppur meno grave, esiste anche per i giovani ingegneri tant’è che se ne è parlato nella tavola rotonda “Lo Scenario Economico”, tenuta giovedì 25 luglio 2013 nell’ambito del 58° Congresso Nazionale degli Ordini degli Ingegneri d’Italia, cui hanno partecipato: Andrea Boltho (Emeritus Fellow di Economia , Magdalen College , Oxford, UK), Dominik Salvatore Professore di economia, Fordham University, New York, USA), Marina Salamon (Fondatrice e Presidente, Altana), Francesca Contardi (amministratore delegato, PageGroup Italia), Nicola Monda (membro del Consiglio Nazionale degli Ingegneri), Marco Cantavenna (membro, Network Giovani, Ordine degli Ingegneri di Torino); moderatore Gianni Riotta (editorialista, La Stampa, Visiting Professor, Princeton University, USA).
Ho conosciuto la Dottoressa Francesca Contardi in coda al suo intervento al Congresso del CNI e subito le ho chiesto un appuntamento per un’intervista in cui approfondire l’argomento delle possibilità di occupazione all’estero dei giovani ingegneri. Il 19 settembre scorso, mentre stavo andando all’appuntamento, pensavo fra me e me:
n Il Tempo non si conserva, se non si usa è perduto;
n Il Tempo dei giovani ha più valore perché loro imparano più in fretta e perché hanno davanti più tempo per mettere a frutto quello che hanno imparato.

Ecco due buoni motivi per combattere la disoccupazione giovanile, ma i giovani, e in particolare i giovani ingegneri cosa ne pensano?
“Indubbiamente il periodo è critico e la carenza di posti di lavoro è una realtà. In questa situazione, che non dà molte speranze di migliorare nel breve periodo, il paradosso con cui ci confrontiamo spesso è che ci sono ancora molti giovani che rifiutano offerte di lavoro. Distanza da casa, scomodità, aspettative più alte, difficoltà di adattamento e bassa propensione al sacrificio sono le principali cause di rifiuto di opportunità lavorative. E’ veramente un peccato perché spesso si rischia di restare troppo tempo fuori dal mondo del lavoro e di non cogliere importanti opportunità di crescita professionale”.

Non curiamoci di loro, anche se testimoniano tuttora l’esistenza di quei “bamboccioni” di cui parlò in tempi migliori il compianto Padoa Schioppa, e parliamo degli altri; di quelli che non solo hanno voglia di fare, ma sono disposti ad andare all’estero pur di lavorare e fare esperienza. Dove possono andare? Cosa possono fare? Quante occasioni ci sono?
Possono trovare occasioni ovunque: meno in Europa, di più in Sud America, ma anche in Russia e oltre. Se si sa navigare sulla “rete”, e i giovani lo sanno, si trova di tutto, ovunque; si risponde a una delle mille domande, si manda il proprio curriculum, si fa il primo colloquio a distanza. Oppure si dà il proprio curriculum a una di quelle organizzazioni cui si rivolgono le società estere per trovare giovani ingegneri. In questo caso, quando il curriculum corrisponde a una richiesta, si viene chiamati per un colloquio e comincia l’iter di selezione. Anche per questa strada, le possibilità di trovare lavoro sono enormi; i numeri sono impressionanti; 89.000 curricula ricevuti al mese, 4.000 candidati/mese intervistati a colloquio, 700 selezionati e manadati a colloquio presso le aziende, 200 assunti/mese. Una terza via, ma più stretta, è cercare presso le imprese italiane che hanno attività all’estero: multinazionali (anche tascabili), imprese di costruzione, imprese di impiantistica, ecc..

Quali i requisiti necessari?
“Ovunque, occorre la conoscenza dell’inglese, ma non quello che serve per prendere un qualche Burger…. da Mac Donald’s; serve un buon inglese scritto e parlato. Per la Russia può far comodo la conoscenza del russo; in Sud America non ci sono problemi di lingua.

E quali le difficoltà d’ambientamento?
“In Sud America nessuna, per convincersi basta pensare che solo in Brasile vivono trenta milioni di italiani. In tutti gli altri paesi c’è sempre una numerosa comunità quantomeno europea, generalmente disponibile ad accogliere i nuovi arrivati”.

Quali i vantaggi competitivi degli ingegneri italiani?
“In Germania, Francia e Gran Bretagna, il minor costo; negli altri paesi, la preparazione universitaria”.

Quali le prospettive a medio termine per un giovane che va all’estero?
“Rimanere all’estero e farci carriera. I vantaggi fiscali riconosciuti in Italia per quelli che rientrano non sono conosciuti e, comunque, non sono significativi rispetto alla mancanza di prospettive”.

Come italiani, non possiamo quindi consolarci del fatto che stiamo perdendo i giovani più capaci e volenterosi, pensando che poi torneranno e porteranno nuova linfa nelle nostre imprese.
“Infatti: chi ha lavorato per alcuni anni all’estero e si è abituato a un certo stile di vita, rimarrà all’estero.
In questo modo noi stiamo perdendo i nostri giovani migliori”.

 

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