07 - 2013 | Congresso CNI 2013 | Armando Zambrano
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Il Presidente del CNI Armando Zambrano:

"Mutamenti radicali per superare la crisi. Gli ingegneri possono dare  un contributo decisivo"

 Roberto Di Sanzo

“La semplificazione e la sburocratizzazione saranno le tematiche al centro del congresso bresciano”. Armando Zambrano, presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, è uomo abituato alla concretezza e sa perfettamente che le lungaggini e i ritardi burocratici sono una piaga tutta italiana, capace di provocare la paralisi dell’attività dei professionisti e – allo stesso tempo – scoraggiare gli investitori stranieri che quindi con sempre maggior frequenza preferiscono altri lidi. Ecco perché da Brescia arriveranno proposte concrete per uscire da una situazione davvero critica. “Nel corso dell’evento – conferma Zambrano – presenteremo un documento elaborato dal nostro Centro Studi sulla tematica, fondato anche sui suggerimenti e consigli degli oltre 8 mila colleghi che da tutta Italia hanno risposto al nostro questionario in materia di semplificazione. Insomma, la nostra ricetta per lo snellimento delle pratiche burocratiche parte dal basso”.

Una congresso che servirà anche per formulare proposte atte a risolvere la crisi dell’edilizia, settore ormai al collasso.
Si tratta di una delle nostre priorità. Per far ripartire l’Italia bisogna per forza rilanciare l’immobiliare. A Brescia ribadiremo ai rappresentanti istituzionali presenti una serie di concetti già ripetuti più volte: innanzitutto è necessario che lo Stato paghi le imprese per i lavori svolti, altrimenti continueranno i fallimenti di imprenditori. Poi è necessario defiscalizzare tutta una serie di interventi, a cominciare dall’adeguamento degli edifici in ambito sismico. E ancora: prevedere una massiccia campagna di interventi infrastrutturali in tutto il Paese, non solo grandi opere ma soprattutto piccole e medie. Senza dimenticare che va rivisto completamente il modo di utilizzo delle risorse messe a disposizione dall’Unione Europea. E infine, l’ho già detto ma lo ribadisco, è necessaria una semplificazione normativa completa: l’Italia è il paese dei paradossi, con tante regole e più soggetti in competizione e in conflitto tra loro. E’ ora di mettere la parola fine ad una situazione incredibile.

Al centro dell’attenzione vi saranno anche le tematiche ambientali, come dimostra la recente costituzione di un tavolo di concertazione tra il Ministero dell’Ambiente e le Professioni dell’Area Tecnica.
Una collaborazione importante, che avrà carattere permanente, per fornire un contributo significativo su tematiche strategiche per il futuro del Paese, dalla necessità di evitare il consumo del suolo al rischio sismico, dal dissesto idrogeologico alla rigenerazione e riqualificazione del patrimonio abitativo italiano, dalla gestione del patrimonio boschivo sino alla riforma dell’apparato amministrativo nella logica della sburocratizzazione. In tutti questi ambiti l’apporto degli ingegneri è sicuramente necessario, grazie alle competenze e alle conoscenze che derivano da anni di studi ed esperienze sul campo.

Un impegno che per il Cni è ormai diventato un manifesto di intenti, come nel campo della prevenzione sismica.
Il nostro obiettivo è dar vita ad una normativa tecnica che coniughi efficienza, risorse e sicurezza. E’ un percorso lungo e difficile ma sono sicuro che riusciremo a raggiungere il traguardo, grazie anche all’aiuto delle istituzioni. Devo dire che in ambito prevenzione la società civile è sicuramente più matura di quanto si possa pensare: la gente è cosciente del fatto che solo attraverso interventi preventivi si potrà garantire la massima sicurezza in caso di eventi sismici ed idrogeologici. Negli ultimi tempi se ne stanno rendendo conto anche i politici…

Riforma delle professioni: a che punto siamo?
Gli interventi di nostra competenza sono stati fatti, quindi il mondo ordinistico ha svolto il suo compito.
Abbiamo agito con un unico scopo: la modernizzazione del Paese. Ad esempio, sui regolamenti di disciplina abbiamo previsto anche dei componenti esterni alla categoria, dando un forte segnale di apertura; sulla formazione il Cni è convinto che tutti i colleghi debbano avere una base minima sotto la quale è impossibile andare.
Certo, dalla riforma ci aspetteremmo la reintroduzione di un sistema che preveda dei minimi tariffari in grado di evitare quella giungla ignobile di ribassi, in ambito di assegnazione dei bandi, alla quale assistiamo al giorno d’oggi. Pensi che siamo arrivati all’incredibile, con colleghi che effettuano delle certificazioni energetiche a prezzi stracciati, garantendo al committente un ulteriore sconto in quanto non si recano sul posto per svolgere il proprio lavoro. Si rende conto?


Recentemente il Cni ha consegnato a nove giovani ingegneri altrettante borse di studio da svolgersi in centri di ricerca ed università del Nord America: è questa la strada da seguire per i colleghi, combattere la crisi andando a lavorare all’estero?
L’obiettivo non è andare a lavorare all’estero, ma arricchire il proprio bagaglio culturale di conoscenze e competenze con un periodo lavorativo al di fuori dei confini nazionali. Venire a contatto con culture diverse, metodi di lavoro differenti, apre la mente, è una palestra non solo professionale ma di vita.
Ecco perché l’invito del Cni rivolto ai giovani – ma in generale a tutti i colleghi – è di passare un periodo all’estero per poi tornare in Italia ed applicare le nozioni acquisite nell’attività professionale quotidiana.
Ne trarrà giovamento il collega e la collettività, che potrà avvalersi di professionisti seri, preparati e competitivi ai massimi livelli.

 

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