2 - 2013 | Linea diretta con gli Ordini
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Professional Day, dodici proposte per “riprogettare l’Italia e tornare a crescere”

Roberto Di Sanzo

 

Un confronto pubblico sulle prospettive di crescita del Paese, immerso in una crisi economica e sociale di difficile soluzione, e il ruolo che gli oltre 2 milioni e 300 mila iscritti agli Ordini e Collegi professionali italiani svolgono quotidianamente al servizio della collettività. Queste sono le tematiche che hanno spinto il CUP (Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali), il PAT (Professioni Area Tecnica) e l’ADEPP (Associazione degli Enti Previdenziali Privati) a organizzare la seconda edizione del “Professional Day – La Giornata delle professioni”. Al termine della giornata di lavoro, i professionisti riuniti hanno elaborato una sorta di “manifesto” programmatico nel quale si chiede a gran voce di sburocratizzare lo Stato e dar via libera a riforme sostenibili per rilanciare la modernizzazione, riprendere la crescita economica e far uscire, finalmente, l’Italia dal tunnel della crisi.  In sostanza, gli Ordini professionali sono pienamente disponibili a diventare parte attiva e collaborativa per la ripresa della nazione. Ad una condizione, però: che le professioni vengano coinvolte, per quanto di loro competenza, nella stesura delle leggi. La prima a prendere la parola è stata Marina Calderone, Presidente del Cup, che ha sottolineato la necessità di dar vita a “riforme vere. La liberalizzazione più grande consisterà nel liberare l’Italia dal malcostume, dal malaffare e da norme fatte male. Abbiamo bisogno di poche regole, chiare e scritte bene”. Per Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri e coordinatore del Pat, le parole d’ordine sono “Semplificazione e snellimento delle procedure. Tra le misure più urgenti da introdurre vi è la cosiddetta sussidiarietà. La pubblica amministrazione non riesce più a svolgere tutte le competenze. Sarebbe necessario il coinvolgimento degli Ordini e dei Collegi professionali in modo da alleggerire la macchina burocratica e, nello stesso tempo, offrire la possibilità di inserimento anche ai giovani che potrebbero affiancare il lavoro degli esperti delle categorie ordinistiche”. Stato più efficiente ma anche uno sguardo al mondo del lavoro: secondo Zambrano, infatti, diventa prioritario “offrire interessanti opportunità al mondo delle imprese, favorendo la nascita di nuove realtà e, allo stesso tempo, rendere il mercato più flessibile. Noi proponiamo l’introduzione di contratti 'start up' di durata non superiore al tempo necessario per l’avvio ed il consolidamento dell’iniziativa imprenditoriale, quindi non oltre 36/48 mesi”. In particolare, il PAT ha presentato alla platea e alle istituzioni un documento dal titolo “Riprogettare l’Italia per tornare a crescere” nel quale sono contenute dodici proposte per la “crescita sostenibile”. Le proposte sono: un piano nazionale di difesa dal rischio sismico e idrogeologico; promuovere il fascicolo di fabbricato; fermare la cementificazione e promuovere il riutilizzo del costruito; bonificare le abitazioni dai materiali edilizi nocivi; sostenere la rottamazione degli impianti elettrici; il risparmio energetico; il rilancio della green economy con la gestione sostenibile dei rifiuti. E ancora: più trasparenza con gli Open Data per una Pubblica Amministrazione efficiente; favorire la devolution professionale; smart farm e smart enterprise, innovare per crescere; smart rural, fare dell’agroalimentare e del paesaggio il motore della crescita e della qualità della vita; progettare le filiere agroalimentari per il completo utilizzo delle materie prime. Tutto incentrato sulla difficile situazione delle casse previdenziali – e non poteva essere altrimenti – è stato l’intervento di Andrea Camporese, Presidente dell’Associazione Enti Previdenziali Privati, il quale ha ribadito l’eccessivo peso della tassazione sul mondo previdenziale in Italia, “con un'aliquota sui rendimenti finanziari dei contributi versati alle casse che ammonta addirittura al 20%, ovvero ai livelli di un fondo speculativo qualsiasi”. E ancora: “Abbiamo bisogno di essere trattati come tutti gli altri professionisti europei”, citando, in tal senso, l’esempio della Francia, dove la tassazione sui fondi previdenziali è pari a zero. Urge, di conseguenza, una forte riduzione della tassazione “In tal modo – ha spiegato Camporese - si libererebbero risorse per dare pensioni più alte e per dar vita a un sistema di welfare specifico dei professionisti che attualmente non esiste e che, invece, potrebbe essere affidato alle casse di previdenza”.

 

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