11 - 2012 | Editoriale
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Mercato unico - Atto II
Dodici azioni per una nuova crescita

prof. ing. Pierangelo Andreini

Sebbene appaia una conquista ormai scontata e superata, la realizzazione del così detto mercato interno, ovvero del mercato unico europeo, è stata una tappa fondamentale del processo di unificazione e rappresenta il coronamento di uno sforzo decennale, impegnativo e complesso, compiuto dalla Commissione negli anni ’80 per far decollare l’integrazione economica del vecchio continente.
è dal 1992, infatti, da vent’anni quindi, che la circolazione di persone, merci, servizi e denaro è stata progressivamente liberalizzata con l’abolizione delle barriere tariffarie e tecniche, che ostacolavano gli scambi tra i Paesi membri penalizzando lo sviluppo dell’economia europea. E quanto fosse salato il “costo della non Europa” lo dimostrano i dati recentemente diffusi dalla Commissione, secondo i quali tra il 1992 e il 2009 il processo di integrazione economica ha prodotto 2,75 milioni di posti di lavoro in più e una crescita del pil dell'1,85%.
Ad oggi, tuttavia, nonostante i vent’anni trascorsi e i ben noti risultati ottenuti, il processo non è del tutto compiuto. Vari settori sono in ritardo sulla tabella di marcia dell’integrazione, specie nel campo dei servizi e dei trasporti, dove esistono ancora mercati nazionali distinti. Il mercato dei servizi, infatti, si è aperto più lentamente rispetto a quello delle merci, sebbene nel 2006 siano state adottate importanti disposizioni legislative che consentono alle imprese di offrire una serie di servizi transfrontalieri a partire dal paese in cui hanno sede.
Analogamente è accaduto per i servizi finanziari, nel cui settore l’attuale crisi ha evidenziato l’urgenza e la crucialità dall'adozione di misure comuni per la vigilanza e la regolamentazione dei prodotti finanziari complessi, che armonizzino maggiormente il settore per renderlo più saldo e sicuro.
Per non parlare, infine, della frammentazione dei sistemi fiscali nazionali, che frena l’integrazione e l’efficienza del mercato. Per questo il completamento del mercato unico è un elemento centrale dell'agenda europea per la crescita, dal quale la Commissione si attende un importante contributo per superare la congiuntura. Al proposito, nello scorso mese di ottobre per accelerare il processo e segnare il ventennale dal 1992, la Commissione ha adottato l'Atto per il mercato unico II, contenente dodici azioni prioritarie che dovranno essere adottate rapidamente dalle istituzioni dell'UE.
Le azioni si concentrano su quattro fattori principali di crescita, occupazione e fiducia: a) reti integrate, b) mobilità transfrontaliera di cittadini e imprese, c) economia digitale, d) azioni che rafforzino la coesione e i benefici a vantaggio dei consumatori. I quattro fattori costituiscono le leve capaci, secondo la Commissione, di realizzare un mercato interno più esteso e integrato, il cui azionamento è in grado di offrire ai consumatori europei e alle imprese possibilità di scelta e operative più ampie, di attirare investimenti esteri e di generare, in tal modo, crescita e posti di lavoro. Nel loro dettaglio, i fattori sono divisi complessivamente nelle dodici azioni di seguito elencate, come detto considerate prioritarie dalla Commissione per sfruttare il pieno potenziale del mercato unico e avviare l’economia europea sulla strada della crescita e della prosperità. Reti di trasporto e dell'energia: l'efficienza e la piena integrazione delle reti di trasporto e dell'energia sono il fulcro del mercato unico.
Le opportunità offerte dai fondi strutturali e di coesione devono essere collegate a un preciso impegno a favore della concorrenza, della scelta e dei servizi di buona qualità nell'UE. Per concretizzare questa visione, l'Atto per il mercato unico II prevede:
1. un'azione intesa ad aprire il settore dei servizi nazionali per il trasporto ferroviario di passeggeri alla concorrenza interna all'UE;
2. il miglioramento del mercato unico per il trasporto marittimo;
3. misure per accelerare la realizzazione di un cielo unico europeo;
4. azioni per rendere più efficace l'applicazione dell'attuale legislazione UE in materia di energia.
Mobilità di cittadini e imprese: la libera circolazione transfrontaliera è alla base del mercato unico e rappresenta uno dei pilastri dell'Unione europea. Tuttavia persistono ancora ostacoli pratici e giuridici alla mobilità dei cittadini, delle attività d’impresa e dei finanziamenti agli investimenti. Con l'Atto per il mercato unico II, la Commissione propone quindi di:
5. sviluppare il portale EURES, rendendolo a pieno titolo uno strumento transfrontaliero per il collocamento e l'assunzione;
6. introdurre disposizioni intese a mobilitare i fondi di investimento a lungo termine per le imprese private e i progetti a lungo termine;
7. modernizzare le procedure di insolvenza, partendo dalle controversie transfrontaliere, e contribuire a creare un contesto che offra una seconda opportunità agli imprenditori in fallimento.
L'economia digitale: con il suo peso economico e i suoi importanti effetti di ricaduta, ad esempio in termini di produttività e soluzione delle problematiche sociali, la rivoluzione dell'economia digitale resta un'opportunità da non perdere. Al fine di realizzare il mercato unico digitale entro il 2015, la Commissione propone di:
8. agevolare il commercio elettronico nell'UE grazie a servizi di pagamento di più facile utilizzo, più affidabili e competitivi;
9. affrontare una delle principali cause dei mancati investimenti nelle connessioni veloci a banda larga, ovvero i costi dell'ingegneria civile;
10. rendere comune la fatturazione elettronica, comprovata fonte di risparmio, nelle procedure relative agli appalti pubblici.
Imprenditoria sociale, coesione e fiducia dei consumatori: il successo del mercato unico deriva anche dalla partecipazione economica e sociale che esso può generare. I consumatori devono esprimere fiducia e tutti i cittadini, ovunque nell'UE, devono avere la possibilità di attingere alle opportunità offerte dal mercato unico. La Commissione intende perseguire questo obiettivo mediante strumenti concreti del mercato interno, tra cui:
11. il miglioramento delle norme sulla sicurezza dei prodotti e della loro applicazione;
12. le misure per garantire l'accesso generalizzato ai conti correnti, nonché commissioni trasparenti e comparabili e un trasferimento più semplice del conto corrente.

 

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