09 - 2012 | L'intervento
PDF Stampa E-mail

Intervento del Presidente del Collegio di Milano al Congresso

Il Giornale dell’Ingegnere per un gioco di squadra

dott. ing. Bruno Finzi

Il Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, di cui ho l’onore di essere diventato Presidente da pochi mesi, ha due importanti compleanni da festeggiare insieme a voi.
Il più importante ricorrerà nel 2013 con 450 anni dalla nascita del Collegio.
Correva infatti l’anno 1563 quando le più importanti professioni dell’epoca decidevano di riunire le proprie menti pensanti in una associazione senza scopo di lucro a soli fini culturali e di dibattito costruttivo con le istituzioni ed i governi territoriali.
Questo DNA fondamentale è rimasto radicato nel Collegio per tutti questi anni, anche se dal ventesimo secolo l’iscrizione al Collegio è limitata alle sole professioni di Ingegneri e Architetti, e ne rappresenta la forza principale per il prestigio ed il rispetto che riveste ancor oggi presso le maggiori istituzioni nazionali.
Ho scelto di fare omaggio a tutti voi di una pubblicazione del Collegio del 2008 che descrive, nell’occasione del riordino e della catalogazione degli archivi, anche la storia del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, dal 1563 ai giorni nostri, perché possiate rendervi conto della tradizione e della forza culturale di questa associazione a livello nazionale.
Ma vi domanderete, cari Presidenti, a che pro tutto ciò?
E qui vengo al secondo compleanno festeggiato dal Collegio proprio nel corso del corrente anno 2012: i 60 anni del Giornale dell’Ingegnere, il giornale creato e curato dal Collegio.
Il Giornale ha una tiratura mensile di circa 45.000 copie diffuse in tutta Italia, per la grande maggioranza tramite abbonamenti annuali a Collegi (3) e a Ordini degli Ingegneri (32) che ringrazio tutti per la loro fiducia.
L’abbonamento annuale da diritto a ricevere 12 numeri in stampa e/o digitali a seconda delle preferenze, (ma in questo caso abbiamo bisogno che ci siano da voi forniti gli indirizzi mail dei singoli abbonati in aggiunta a quelli postali), e, da quest’anno, anche una newsletter quindicinale, sempre via email, che contiene tutti i commenti e le informazioni che non possono attendere l’uscita mensile, se non correndo il rischio di divenire obsoleti o superati.
Ecco allora la mia proposta a tutti voi.
In tempi di cambiamento, e il Congresso di questa settimana si preannuncia di rifondazione per la nostra professione, ma soprattutto in tempi di crisi economica, ogni Ordine immagino si trovi di fronte al problema dell’informazione ai propri iscritti e dei costi ad essa connessi. Ecco perché il Giornale dell’Ingegnere, disponendo di una Redazione fissa con esperienza ventennale in numerosi suoi componenti, può diventare uno strumento nelle vostre mani anche per compiere la missione dell’informazione dedicata ai vostri iscritti con un sicuro risparmio di risorse ed energie da parte vostra. Come?
Il Giornale ha ipotizzato due possibili scenari, dal più semplice al più articolato, che possono entrambi assolvere il compito di raggiungere i vostri iscritti con le comunicazioni ed informazioni da voi selezionate.
Il primo, più semplice, prevede una newsletter periodica, dedicata e personalizzata, che può raggiungere i vostri iscritti via email.
Il secondo, più articolato, prevede un inserto stampato di quattro pagine del Giornale dell’Ingegnere con una periodicità mensile, bimensile o trimestrale a seconda delle vostre esigenze.
Entrambi questi scenari possono poi vedere o un prodotto completamente confezionato dalla nostra Redazione su vostre indicazioni di massima, ovvero un prodotto invece solamente impaginato e confezionato dal Giornale dietro fornitura da parte vostra dei contenuti. Spero che questa offerta del Collegio venga da voi colta nello spirito giusto che è quella di collaborazione ed utilizzo di una testata storica a livello nazionale quale il Giornale dell’Ingegnere che, come sempre, anche quest’anno è “media partner” del Congresso.
Concludo, prima di lasciarvi al vostro importante lavoro, con due provocazioni.
La prima è quella che riguarda la formazione, un tema per il quale questo Congresso ed i prossimi mesi saranno decisivi; personalmente ritengo che il Giornale dell’Ingegnere possa essere un mezzo attraverso il quale la formazione non solo può essere diffusa e comunicata, ma anche attivamente svolta.
La seconda è l’auspicio che anche il CNI, chiamato a raccogliere e coordinare le idee e le culture di 106 Ordini italiani, possa utilizzare il Giornale dell’Ingegnere per qualche scopo istituzionale almeno in maniera complementare all’Ingegnere Italiano il cui “numero 0" verrà presentato in questi giorni.

 

Usiamo i cookies per darti un'esperienza pratica e senza soluzione di continuità sul nostro sito. Continuando a navigare in questo sito, concordi con la nostra politica sui cookies. Scopri di più sui cookies nella nostra pagina dedicata alla Politica sui Cookies.

Accetto e proseguo la navigazione del sito