10 - 2012 | L'intervista
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Negri: “L’ingegnere è il vero protagonista di MADE expo”

Il nostro Giornale ha incontrato il presidente del prestigioso evento milanese in programma in Fiera

 Davide Canevari 

E' l’ingegnere il vero protagonista di un evento come Made expo! Detto da noi potrebbe sembrare un tantino autoreferenziale. Ma l’affermazione giunge direttamente dal presidente del prestigioso evento milanese, Andrea Negri. “Un salone che ha l’ambizione di diventare la più grande fiera mondiale delle costruzioni – ci manca poco per tagliare questo traguardo, se già non l’abbiamo raggiunto – non può non mettere l’ingegnere (assieme all’architetto) ai primissimi posti”.

Il legame con il mondo dell’ingegneria sembra comunque più solido di un semplice rapporto cliente-fornitore. Lo scorso settembre, ad esempio, ha visto la vostra presenza al congresso CNI di Rimini e ora c’è la partecipazione ufficiale del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano all’evento Made expo. Qual è il significato di questa sintonia?

Con gli Ordini degli ingeneri e con il Collegio di Milano la collaborazione è ormai rodata ed era già in atto prima di mettere in campo queste iniziative.Il colloquio dura da tempo ed è sempre stato costruttivo e all’insegna della reciproca collaborazione. Vorrei aggiungere che la nostra, pur essendo una manifestazione di caratura internazionale, è una kermesse che va in scena nella realtà milanese. Questo fatto rende ancora più forte il legame con le istituzioni tecniche e culturali del capoluogo lombardo. 

È pensabile che, a partire dalla prossima edizione, Made expo possa ampliare l’iniziativa coinvolgendo altri Collegi, così da creare nuovi ponti tra le industrie legate al settore costruzioni e i professionisti dell’ingegneria e dell’architettura?

Questa è una mia idea e un mio auspicio. Proprio l’esperienza positiva fatta con il Collegio di Milano ci ha aiutato a scoprire altri patrimoni culturali di grandissimo spessore presenti in Italia. Istituzioni che, storicamente, sono sempre state un punto di riferimento per la categoria degli ingegneri. Da qui l’idea di mettere a fattore comune tutti questi patrimoni e queste esperienze, creando una sorta di Collegio dei Collegi. Un unico contenitore (anche virtuale) nel quale fare coinvolgere i vari contributi.

E perché non pensare proprio al Made expo come contenitore ideale?

Saremmo ben felici di essere investiti di questo ruolo e di ospitare un’iniziativa di questo genere che assumerebbe subito una valenza dal respiro internazionale.

A proposito. Il baricentro dell’economia mondiale si sta spostando, sempre di più verso Est (o verso il Sud America). Made expo è un’iniziativa esportabile? Può essere replicata altrove per supportare il made in Italy delle costruzioni anche al di fuori dei nostri confini?

Risposta affermativa. A patto, però, di procedere un passo alla volta. Per poter esportare al di fuori dei nostri confini questa iniziativa occorre essere grandi, forti, riconoscibili e riconosciuti. Questo curriculum lo si costruisce, prima di tutto, portando a casa più stranieri possibile. Proprio su questo fronte stiamo spingendo con grande convinzione. Ad esempio nell’edizione 2012 di Made expo ospiteremo 50 dei più importanti studi di ingegneria e architettura a livello mondiale, tutti provenienti dall’estero. Chiaramente il processo di internazionalizzazione della nostra fiera si gioca anche sulla capacità di aumentare la quota di visitatori stranieri.

Dal 2013, poi, diventeremo biennali e nell’anno in cui il Made expo non andrà in scena a Milano sono previste importanti iniziative sia in altre aree d’Italia (è fondamentale coinvolgere sempre di più il Mezzogiorno) sia all’estero.

Quale ruolo potrebbero avere gli ingegneri e le istituzioni collegate (quali Ordini e Collegi) per supportare questo auspicabile processo di internazionalizzazione?

Un ruolo di prima fila. E, infatti, il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri e l’omologo per gli architetti, sono stati coinvolti in molte delle nostre iniziative e parleranno dal palco del Made expo.

Aggiungo che, anche una realtà istituzionale come il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha deciso di partecipare in prima persona. In particolare, il presidente Franco Karrer sarà presente per tutta la durata della manifestazione.

La questione temporale non è semplice. Da una parte la crisi spinge per soluzioni (anche) immediate o di brevissimo periodo. Dall’altra abbiamo fin qui parlato di possibili evoluzioni, progetti, processi di cambiamento che possono avere tempi molto lunghi per completarsi pienamente. Dove può essere trovato un punto di incontro?

Partiamo dal presupposto che di risorse non ce ne sono; quindi dobbiamo ragionare su possibili interventi a costo zero. E allora, ecco una soluzione, volendo, di brevissimo periodo. Cambiamo le regole, semplifichiamo dove possibile, evitiamo di doverci confrontare con normative che vengono riscritte ogni anno e che costringono ad operare nell’incertezza. Lavorare sulle regole ha un costo pari a zero, anzi può tradursi in un risparmio.

Ci faccia qualche esempio, sapendo di avere a disposizione solo poche righe…

La riforma (strutturale) del catasto e delle regole connesse potrebbe essere un primo passo significativo. Altri ambiti di intervento potrebbero riguardare l’antisismica e la certificazione energetica (in maniera più diretta, trasparente, verificabile rispetto ad oggi, ad esempio prendendo come punto di riferimento le bollette).

Tra le iniziative di quest’anno si segnala l’innovazione dei talk-show. Da dove nasce questa idea o dove vuole arrivare?

Nasce da un format un po’ televisivo, importato in ambito fieristico per dare maggiore dinamicità ad incontri che, altrimenti, rischiano di limitarsi ad un succedersi di relazioni. La qualità dei partecipanti garantisce spessore e valore ai contenuti che vengono esposti; la formula permette una maggiore fruibilità e condivisione degli stessi.

Il professionista è oggi tempestato dalle opportunità di aggiornamento sulle novità del comparto: fiere, saloni, workshop, riviste, corsi, convegni… Come fare per non confondere la quantità con la qualità? E il settore è davvero così in fermento da presentare da un anno con l’altro soluzioni degne di nota?

Il fermento è grandissimo e, salvo eccezioni, nel nostro settore è altrettanto grande il bisogno di rinnovarsi e di percorrere strade alternative rispetto a quelle tradizionali. Per molti versi, da un punto di vista pratico, siamo ancora all’età della pietra! Le innovazioni ci sono, manca però una cultura applicativa e conoscitiva dell’innovazione.

Un quadro abbastanza serio…

Purtroppo, però, aderente ai fatti. Abbiamo condotto, assieme al CRESME, una specifica indagine, effettuando centinaia di interviste tra i professionisti del comparto edilizia. È emersa una non conoscenza nell’ambito dei prodotti e dei sistemi innovativi del costruire che non esito a definire allucinante. Dominano in assoluto il ricorso alla tradizione e la logica del minor costo immediato che spiazza a priori soluzioni alternative i cui vantaggi economici si misurano nel tempo. Ben venga, dunque, una pioggia di opportunità. L’importante è saperle cogliere!

 

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