05-2012 | Intervista
PDF Stampa E-mail

L’intervista

Collegio Ingegneri e Architetti: Bruno Finzi nuovo presidente

Roberto Di Sanzo

L’ingegner Bruno Finzi è il nuovo presidente del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, sodalizio fondato nel 1563. A supportarne l’azione, insieme all´intero nuovo Consiglio, saranno due donne: l’ingegner Anna Semenza e l’architetto Clara Rognoni, che ricopriranno entrambe il ruolo di vicepresidente.

Un patrimonio culturale da difendere e che appartiene non solo a Milano ma a tutta Italia. E’ questa la convinzione dell’ingegner Bruno Finzi, nuovo presidente del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano. Un rinnovamento che prevede anche due donne nella carica di vice presidente, vale a dire l’ingegner Anna Semenza e l’architetto Clara Rognoni. Un impegno notevole per l’ingegner Finzi, che si ripropone obiettivi chiari e concreti per dare nuovo slancio all’attività del Collegio che il prossimo anno si presta a festeggiare i 450 anni dalla sua fondazione.

Un incarico di sicura responsabilità ma anche di grande prestigio. Con quale stato d’animo si appresta ad affrontare questa avventura, alla guida di una struttura storica di Milano, nata nel 1563?

Sento tutta la responsabilità di riportare la nostra associazione culturale ai livelli prestigiosi toccati nel secondo Dopoguerra. Non è certo un impegno semplice e richiederà tempo, investimenti e risorse. Oggi gli ingegneri e gli architetti, alle prese con un’evidente crisi economica, sono più dediti al lavoro che all’impegno culturale. E’ quindi mia intenzione trovare modi e metodi per far sì che i professionisti tornino ad essere volontari attivi delle iniziative del Collegio, protagonisti della vita intellettuale del loro tempo. Lo so, è una scommessa forte che mi propongo di vincere. Ma è l’unica strada da seguire per permettere al Collegio di continuare il suo iter negli anni e agli ingegneri ed architetti per ritrovarsi nel loro naturale ruolo di guida intellettuale della società.

Quali sono gli strumenti a sua disposizione per raggiungere le finalità che si propone?

Innanzitutto la nostra rivista storica, Il Giornale dell’Ingegnere, che tra l’altro proprio quest’anno celebra i 60 anni di attività. Si tratta senz’altro di un mezzo formidabile per la diffusione della cultura e delle tematiche ingegneristiche e architettoniche. Oggi il giornale è una voce autorevole in tali settori, ma il nostro obiettivo è ancor più ambizioso: farlo diventare il punto di riferimento per tutti gli Ordini provinciali d’Italia, stabilendo anche una stretta collaborazione con il Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Concentreremo le nostre energie su tale progetto, dando vita anche ad una serie di newsletter locali, con tematiche specifiche, e rafforzando la comunicazione via Internet. Ma non finisce qui.

Progetti importanti coinvolgono anche la biblioteca, giusto?

Si tratta di un patrimonio enorme, formato da circa 21.000 volumi italiani e stranieri tra monografie, periodici e opuscoli a carattere prevalentemente tecnico-scientifico stampati fra il XVI secolo e la seconda metà del Novecento. Basti pensare che vi sono custoditi dei libri di Isaac Newton del ‘500, solo per fare un esempio. Ebbene, stiamo parlando di una ricchezza culturale inestimabile ma che ben pochi conoscono: è necessario dunque dar vita ad una decisa campagna di comunicazione per portare a conoscenza dell’opinione pubblica della presenza a Milano di un archivio di tale importanza. Credo per la città sia un motivo di vanto essere la sede di uno scrigno di volumi storici così prestigiosi.

Come è cambiato, negli anni, il ruolo dell’ingegnere nella società civile?

L’ingegneria vive un’epoca di profonda specializzazione. Nelle università si assiste, purtroppo, all’esplosione e frammentazione delle facoltà che minano alla radice la capacità dell’ingegnere di spaziare con raziocinio in ogni settore, cosa di cui una volta gli ingegneri erano fieri cultori. Una deriva che certo mi rattrista, perché la possibilità di orientarsi con abilità in diversi ambiti professionali permetteva al professionista di muoversi con razionalità e competenza, diventando vero e proprio punto di riferimento per la collettività. Ecco perché è fondamentale che si torni ad avere una preparazione più ampia ed approfondita, anche e soprattutto utilizzando lo strumento della formazione permanente e riflettendo sull’utilità della laurea triennale, al fine di ridare alla categoria quel ruolo autorevole che aveva sino a poco tempo fa.

Stiamo parlando, quindi, di perdita della competitività per l’ingegneria italiana?

In questo caso il discorso si fa più ampio, coinvolgendo la conoscenza e la cultura; nel primo caso diventa strategico dare nuove linee di indirizzo al sistema scolastico, notevolmente indebolito da un punto di vista didattico con la “confusione” creata dagli indirizzi di laurea triennali. Per quanto concerne il secondo aspetto, il Collegio degli Ingegneri e Architetti può fornire un importante contributo a favore della diffusione e del “fare” cultura ingegneristica, fornendo gli strumenti tecnici ed intellettuali per approcciare le problematiche, di stretto interesse della categoria, in maniera più ampia e completa possibile. Il Collegio infine deve rappresentare un importante tramite tra la professione e le istituzioni affinchè queste ultime utilizzino le nostre competenze ogniqualvolta ve ne sia la necessità.

Una professione che continua ad evolversi, come dimostra la notevole apertura al mondo delle donne: proprio l’organigramma del Consiglio del Collegio, in tal senso, ne è un fulgido esempio…

E’ proprio così. La cultura e la professionalità non sono certo legate al fatto di essere maschi o femmine. Anzi, vi sono delle donne che nel mondo dell’ingegneria e dell’architettura hanno raggiunto dei livelli di eccellenza encomiabili. Pensi che quando mi sono laureato io al Politecnico di Milano la percentuale di presenza femminile a ingegneria era intorno all’1%; oggi siamo arrivati quasi al 50%, con punte addirittura superiori agli uomini in architettura. Insomma, mi pare chiaro che l’ingegneria non è più un’attività a chiara vocazione maschile. Ed è giusto che sia così.

Nonostante il periodo di evidente difficoltà economica che stiamo vivendo, non solo a casa nostra ma a livello internazionale, l’ingegneria, per quanto concerne l’occupazione, pare ancora tenere botta.

Vi è una serie di branche dell’ingegneria che ancora, da un punto di vista occupazionale, sono sicuramente vantaggiose. Ma bisogna fare un passo in più per evitare di farci trascinare nella crisi: rifondare la preparazione universitaria e di tirocinio, adottando un sistema didattico e formativo il più completo e vasto possibile integrandolo da subito con la professione nell’ambito del tirocinio. Da sempre l’ingegnere è impegnato in svariati e differenti campi, governando i processi produttivi e costruttivi. L’obiettivo è continuare a farlo nel miglior modo possibile. La scuola di ingegneri ed architetti italiani deve poter continuare nella tradizione di grande preparazione e cultura che ha permesso fino ad oggi di esportare ingegno e capacità tecnica in tutto il mondo.

Una vita dedicata al mondo delle costruzioni

Classe ’53, Bruno Finzi, nuovo presidente del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, si è laureato al Politecnico di Milano in Ingegneria Civile edile, con specializzazione strutturale, nel 1977. A partire dal 1980, in qualità di socio fondatore della Ce.A.S. Centro di Analisi strutturale, svolge attività prevalente di progettazione e direzione lavori sia in grandi cantieri di carpenteria metallica (partendo dalla realizzazione delle coperture dello stadio Meazza di Milano e dello stadio Olimpico di Roma in occasione dei Mondiali di calcio del 1990 fino alle attuali realizzazioni delle torri di Garibaldi Repubblica a Milano e di IntesaSanPaolo a Torino), sia in complesse ristrutturazioni di edifici storici e monumenti come chiese, musei, ospedali. L’ingegner Finzi è membro, tra le altre, di SIG, Società Italiana Gallerie, ASCE, American Society of Civil Engineering, CTA, Collegio dei Tecnici dell’Acciaio, di ATE, Associazione Tecnologi per l’Edilizia. Dal 2009 fa parte del Consiglio Direttivo dell’Ordine degli Ingegneri di Milano e del CTA. E’ stato, inoltre, membro esperto della Commissione CNR 10024/86 per la redazione della norma “Analisi di strutture mediante elaboratore: redazione delle relazioni di calcolo”. E’ infine Presidente della Commissione Strutture dell’Ordine degli Ingegneri di Milano.

 

Usiamo i cookies per darti un'esperienza pratica e senza soluzione di continuità sul nostro sito. Continuando a navigare in questo sito, concordi con la nostra politica sui cookies. Scopri di più sui cookies nella nostra pagina dedicata alla Politica sui Cookies.

Accetto e proseguo la navigazione del sito