05-2011 | Attualità
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Intanto il Gruppo Avio guarda al mercato orientale e chiude importanti accordi in India

Decolla il settore aeronautico e spaziale. In Italia cresce la domanda di ingegneri

Davide Canevari

Vola ad alta quota la domanda di ingegneri nel settore aeronautico e spaziale anche in un Paese come l’Italia, erroneamente considerato, almeno in questo campo, come semplice inseguitore delle nazioni tecnologicamente più avanzate. La notizia è stata lanciata lo scorso 26 gennaio dal Sole 24 Ore che non ha lesinato parole di entusiasmo. “L’industria aeronautica e aerospaziale italiana continua a crescere nonostante la crisi e con essa aumentano anche le richieste di figure specializzate da inserire nelle aziende. Fisici, chimici, matematici, informatici. E poi ancora ingegneri meccanici, elettronici, gestionali, sistemisti, programmatori”. Una vera manna, quindi? Oppure solo una nota di colore, senza effettivi sbocchi, almeno di una certa consistenza in termini numerici? Che il settore sia in fermento è cosa innegabile. Le iniziative di rilevo – nel campo imprenditoriale e della ricerca – si stanno effettivamente moltiplicando. A metà gennaio, ad esempio, il Politecnico di Torino e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) hanno inaugurato, all’interno della Cittadella Politecnica, il nuovo Center for Space Human Robotic. La struttura è di piccole dimensioni (circa 1.100 metri quadrati), ma di grandi ambizioni.

L’obiettivo è infatti quello di studiare le future generazioni di componenti e materiali per robot da utilizzare nel settore aerospaziale. A regime dovrebbe impiegare uno staff di 60 ricercatori. “Il laboratorio è un fiore all’occhiello – ha dichiarato il Rettore Francesco Profumo - che il nostro Ateneo saprà coltivare e che intende diventare punto di riferimento e leader nel settore a livello mondiale”. A pochi giorni di distanza da questo taglio del nastro, l’Italia è tornata sulla pista di decollo grazie alla firma di un importante contratto di collaborazione con l’industria aeronautica cinese. Avio, gruppo aerospaziale internazionale con sede in Italia, leader nei sistemi di propulsione, Avic Dongan e Avicopter, controllate del gruppo Avic, hanno firmato un protocollo di intesa per la costituzione di una jointventure (che sarà pienamente operativa dal 2012) mirata allo sviluppo e alla produzione di trasmissioni di potenza per motori aeronautici civili per il mercato cinese. È vero, in questo caso il baricentro industriale si sposta all’interno della Grande Muraglia - il nuovo impianto sorgerà su un’area di 97.300 metri quadri nella zona industriale di Harbin, nella Cina nord orientale – ma si tratta comunque di un importante colpo messo a segno dal made in Italy di settore. E poi c’è l’India...

Secondo quanto emerso durante la Seconda Conferenza Internazionale dell’Aviazione Civile, il mercato indiano dovrebbe essere in grado di assorbire oltre 1.000 aerei tra il 2008 e il 2020, per un controvalore pari a circa 90 miliardi di dollari, sviluppando in parallelo una robusta domanda di servizi di manutenzione, riparazione, revisione (si passerà gradualmente da 1,17 miliardi di dollari stimati per il 2011 a 2,6 miliardi nel 2020). Da qui la scelta del già citato gruppo italiano di costituire Avio India Aviation Aerospace (con sede a New Delhi) per presidiare in maniera sempre più efficace anche il mercato civile, accanto a quello – altrettanto promettente – della difesa. Ma c’è un dato ancora più significativo inerente il continente indiano. All’ultima fiera di settore, Aeroindia 2011 (che si è conclusa lo scorso 13 febbraio), l’Italia si è presentata in forze, attraverso una collettiva di dieci aziende e con il patrocinio del nostro Istituto nazionale per il commercio estero. Molto significative le parole a commento di questa iniziativa, pronunciate dal presidente ICE, Umberto Vattani. “Questo evento ha rappresentato un veicolo per promuovere le eccellenze italiane dell’avionica e ha costituito un appuntamento significativo per le nostre aziende, data la posizione geografica e strategica dell’India. Il mercato indiano può offrire crescenti opportunità di affari per i nostri produttori del settore aerospaziale e della difesa grazie al piano di sviluppo industriale promosso dal ministero della Difesa indiano, definito Made and buy India.

Questo programma prevede una partecipazione delle imprese estere e mira a favorire il trasferimento di tecnologie e know how e a promuovere partenariati”. Notizie di cronaca economica, fornite solo come esempi e come spunto... Che danno, tuttavia, una chiara conferma di come l’Italia del comparto aerospaziale stia vivendo un periodo di particolare vitalità. E si torna quindi, inevitabilmente, alla domanda iniziale: con quali possibili ricadute positive per il settore occupazionale e – in particolare – per le eccellenze formate ai Politecnici e alle migliori scuole di ingegneria italiane? In primo luogo va detto che le attuali basi di partenza sembrano essere sufficientemente solide per garantire una tenuta e, anzi, un auspicabile forte sviluppo del comparto. Il settore è organizzato in quattro distretti principali, per altro diffusi sul territorio nazionale in maniera piuttosto omogenea (fattore sconosciuto ad altri campi industriali di eccellenza).

Si trovano, infatti, in Lombardia, Piemonte, Lazio e Campania. Nel complesso occupano circa 40 mila addetti (compreso l’indotto) e ospitano oltre 500 aziende. E anche questo è un dato molto significativo. Non si tratta, dunque, di un terreno riservato alle multinazionali o alle realtà di grandi dimensioni; al contrario si apre con interessanti opportunità anche al tessuto (tipicamente italiano) delle PMI. Gruppi multinazionali (Federmeccanica, con le sue Alenia Aermacchi, Selex, Augusta Westland; Thales; Boeing) convivono con tantissime piccole e medie imprese – sintetizza il Sole 24 Ore – come la Macaeri Aviation Group di Borgomanero, che progetta gli allestimenti degli aeroplani, o la Secondo Mona di Somma Lombardo, attiva nella componentistica d’equipaggiamento, la Gemelli di Canegate, la Salentec di Lecce, la storica Avio di Torino.

Questa coesistenza e collaborazione tra realtà così diverse, non solo per tipologia dimensionale, sembra essere uno dei motori fondamentali della tenuta del settore (nelle fasi di crisi) e della attuale propensione ad una nuova fase di crescita. “Tutte queste realtà – aggiunge ancora il Sole 24 Ore - sono alla continua ricerca di figure professionali in grado di progettare soluzioni tecnologiche del futuro, migliorarne l’affidabilità e le prestazioni, studiare possibilità di riduzione degli sprechi nei processi produttivi, immaginare scenari di vita futuri anche al di fuori del pianeta Terra”. Un appello implicito a competenze globali e d’eccellenza e alla multidisciplinarietà che sembra chiamare in causa in prima persona proprio la figura dell’ingegnere. Ma non solo...

E qui è interessante rilevare un parallelo con l’appello lanciato dall’Enea in vista di un possibile rilancio del nucleare. Accanto a laureati di altissimo livello, formati in corsi specialistici e attraverso la frequenza di master di settore, l’offerta di nuovi posti di lavoro si concentrerà anche su figure intermedie (sia pure sempre corredate da une elevata specializzazione settoriale). Periti, anzi super periti come li ha definiti Giuseppe Acierno, direttore del Distretto Aerospaziale della Puglia: “Le nostre aziende sono alla ricerca anche di queste figura professionali, un perito che ai 5 anni di studio tradizionali aggiunge un biennio di formazione con una componente di esperienza pratica preponderante erogata dalle imprese”. Tornando agli ingegneri, quali i curricula più preziosi e ricercati? Certamente la possibilità di disporre di competenze globali, e la predisposizione a lavorare in un contesto inevitabilmente internazionale.

Poi, un dosato equilibrio tra specializzazione puntuale e versatilità. Anche perché il settore – è proprio il caso di dirlo – ha ancora molti spazi di applicazione inesploarati. Soprattutto quando si spinge lo sguardo al di fuori dall’atmosfera del nostro Pianeta verso un’ipotesi – oggi meno remota di un tempo – di conquista del Sistema solare.

 

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