07-2011 | News On Line
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Sviluppo del biofuel e rischi delle coltivazioni

dott. ing. Giovanni Manzini

Secondo un recente rapporto dell’IEEP (Institute for European Environmental Policy, www.ieep.eu), nel corso del prossimo decennio, il piano europeo di sviluppo dei biofuel produrrà danni enormi in termini di espropri di terra su scala mondiale, determinando, al tempo stesso, livelli di inquinamento ben superiori a quelli che si avrebbero con i carburanti fossili*. Infatti, il programma stilato dall’UE al fine di ridurre la dipendenza dei Paesi membri dalle fonti fossili, prevede nei prossimi anni una significativa crescita nell’utilizzo dei carburanti di origine vegetale. In particolare, si stima che, entro il 2020, i biocombustibili saranno responsabili del 9,5% dei consumi nei trasporti entro i confini dell’Unione. Tale ambizioso traguardo richiederà lo sviluppo di coltivazioni ad hoc su scala mondiale, richiedendo circa 69000 km2 di terreno dedicato alle colture necessarie, a discapito della produzione alimentare (oltre il 90% dei carburanti sarà ottenuto a partire da materie prime commestibili).

Il cambio di utilizzo delle terre e la deforestazione, secondo i ricercatori, renderà l’Europa responsabile di emissioni aggiuntive di CO2 per una quantità compresa tra i 27 e i 56 milioni di tonnellate all’anno. I carburanti verdi, in altre parole, potrebbero generare un incremento delle emissioni. Secondo Adrian Bebb di Friends of the Earth Europe, la dimensione dei danni che i Paesi europei produrranno con i loro piani di sviluppo dei biofuels è evidente, e le conseguenti emissioni di gas serra renderanno i biofuel peggiori degli stessi carburanti fossili. Inoltre, la crescita delle coltivazioni ad uso energetico, porterebbe con sé anche gravi ricadute sulla disponibilità dei terreni agricoli tradizionali, riducendo l’apporto di risorse alimentari, soprattutto nei Paesi più poveri. Una spirale già nota, composta da espropri (land grabbing) ed impennate dei prezzi, motivate tanto da tipici fattori di mercato (domanda e offerta di terreni e materie prime), quanto da speculazioni finanziarie.

*) Il rapporto è stato commissionato da nove diverse associazioni: ActionAid, Birdlife International, ClientEarth, European Environment Bureau, Fern, Friends of the Earth Europe, Greenpeace, Transport & Environment e Wetlands International.

 

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