09-2011 | Focus
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Gli ingegneri sostengano le politiche e gli interventi che favoriscono il risparmio

Efficienza energetica e sviluppo sostenibile: è necessario affermare una “cultura-Paese”

dott. ing. Alessandro Clerici*

L’energia con i suoi impatti crescenti sugli sviluppi sociali ed economici e sull’ambiente (fattore che sta assumendo sempre maggior importanza) è diventata uno degli argomenti prioritari di politici, economisti, ambientalisti ed è sempre più in “prima pagina” dei mass media. Ed i recenti avvenimenti sia in Giappone sia in Nord Africa avranno forti ripercussioni sul mondo “energia” dove risulta ancora notevole l’impatto sui mercati mondiali della localizzazione delle principali risorse fossili in aree “particolari” e diverse rispetto ai centri di consumo. L’attenzione verso l’ambiente ha portato a dover valorizzare:

  • sia le risorse prive di emissioni di CO2 (rinnovabili, nucleare, la CCS e cioè la cattura e sequestro della CO2 dai prodotti di combustione);
  • sia la riduzione dei consumi (efficienza energetica e risparmio energetico).

In particolare si parla molto di efficienza / risparmio energetico ed anche in questo numero del “Giornale dell’Ingegnere” vengono riportati alcuni articoli in differenti settori per sottolineare il potenziale sia di riduzione dei consumi elettrici sia di quelli termici, questi ultimi spesso poco valorizzati pure nel campo delle rinnovabili. Il recente World Economic Forum di Davos ha dedicato il 28 gennaio un’intera sessione, che ho avuto l’onore di presiedere, sul “perché l’efficienza energetica non decolla e quali sono le principali barriere per il suo sviluppo”. La sessione ha visto la presenza di Ministri e Vice-Ministri dell’energia, dei CEO’s dei principali enti mondiali del settore oil & gas e del settore elettrico, dei vertici di enti come IEA, ISO e WTO e di istituti finanziari, NGO’s e di grandi multinazionali fornitrici di sistemi / prodotti / servizi nel settore termoelettomeccanico e di società di consulenza.

Nella mia relazione introduttiva ho sottolineato come a livello globale i principali trends nel settore energia siano dettati da: - aumento della popolazione ed urbanizzazione / grandi città - miglioramento degli standards di vita ed aumento della domanda specialmente in paesi in via di sviluppo - emissioni di CO2 Ad un aumento del 23% da qui al 2030 della popolazione mondiale corrisponde per un “business as usual” un incremento del 40% dei consumi primari di energia e delle emissioni di CO2 ed un aumento del 75% dei consumi elettrici. Occorre perciò rompere il legame tra sviluppo, consumi energetici e CO2 con 2 chiare autostrade parallele: - efficienza energetica (fare le stesse cose con meno energia, tramite le tecnologie) - risparmio energetico (fare meno cose e quindi meno energia, con cambio degli stili di vita).

L’efficienza energetica ed il risparmio energetico costituiscono secondo la IEA i 2/3 dei globali contributi alla riduzione delle emissioni al 2030 con l’altro 1/3 dovuto a rinnovabili, biocombustibili, nucleare e CCS. I principali punti emersi dalla discussione possono così riassumersi: Il potenziale è enorme. Il Vice-Ministro dell’energia USA Mr. Sandalow ha sottolineato che il potenziale contributo dell’efficienza energetica al 2020 negli Stati Uniti è almeno del 20% e “solo i risparmi energetici ottenibili con un parco nazionale di frigoriferi efficienti darebbe dei TWh negativi all’anno pari alla produzione nel 2020 di tutte le centrali eoliche e fotovoltaiche previste in servizio per il 2020”. Nel campo della produzione di energia, la teorica sostituzione di vecchi impianti termoelettrici inefficienti con quelli che si avvalgono delle recenti tecnologie porterebbe a livello globale a risparmiare 2800 TWh (9 volte i consumi Italiani) con un risparmio di 2.2 miliardi di t/anno di CO2 (quasi il 9% delle totali emissioni) ed a non consumare 600 MTEP/anno. A livello mondiale i motori elettrici sono responsabili di circa il 50% dei totali consumi di elettricità (~ 9000 TWh) con un potenziale risparmio di oltre 1000 TWh (includendo l’uso di inverters quando necessario).

Questo significa una minor capacità installata di 250.000 MW, una riduzione di 0.8 miliardi / tCO2 anno ed un risparmio di 200 MTEP / anno. Informazione e comunicazione sono fondamentali ma è importante trovare nuovi “messaggi” anche cambiando il nome di efficienza energetica la quale non è “sexi” come le rinnovabili… e non può essere fotografata . Occorre creare / arrivare ad una diffusa mentalità del “life cycle cost” contro la dominante cultura della riduzione del costo dell’investimento iniziale (CAPEX) e questo nei tre principali settori dei trasporti, industria ed edifici ed i governi con la collaborazione dei privati e NGO’s devono investire subito in campagne informative. Il settore “edifici” è stato considerato dalla grande maggioranza come quello sul quale concentrare gli sforzi.

I prodotti ad alta efficienza hanno chiaramente un CAPEX più elevato di quelli a bassa efficienza; il periodo di ritorno dell’addizionale costo dipende fortemente dalle condizioni locali nei diversi paesi (ad esempio condizioni climatiche) e dal costo / prezzo dell’energia. Bassi prezzi dell’energia con sussidi sono i principali nemici della diffusione dell’efficienza energetica. L’avere standards internazionali per i principali prodotti sarebbe molto importante, considerando il mercato globale dei prodotti, ma:i tempi per accordarsi su standards internazionali (cosa è un motore od una caldaia efficiente in Cina, Europa ed US) sono lunghissimi; possibili standards generali, dati gli inevitabili compromessi, sarebbero inferiori alle “Best Available Technologies” (BAT) con adeguamento verso il basso.

Occorre iniziare a definire standards internazionali ma partire immediatamente in parallelo con ogni nazione / regione impegnata su programmi locali con i migliori standards disponibili localmente; attenzione però che questi possono creare barriere artificiali alle importazioni di prodotti da altre aree. Tutti i nuovi prodotti che entrano sul mercato dovrebbero essere obbligatoriamente ad alta efficienza in tutti i paesi, ma il mercato del nuovo è dell’ordine del 2% dell’installato e vi è la necessità di politiche di incentivo per sostituire il vecchio inefficiente.

Tali politiche alla fine sono positive anche per i Ministri delle Finanze che per l’efficienza energetica perdono incassi per gli incentivi e per minori introiti dalla riduzione delle vendite di prodotti energetici che hanno un alto contenuto di tasse e basta pensare alla benzina; si avrebbero infatti grossi ritorni per IVA, tasse, minori spese per penali CO2 oltre a maggior sicurezza degli approvvigionamenti, sviluppo industrie ed occupazione, ecc, come dimostrato dal recente rapporto di Confindustria* sull’efficienza energetica che risulta alla fine un investimento positivo e non un costo. Politiche di tassazione sui prodotti a bassa efficienza e di detassazione di prodotti ad alta efficienza devono essere implementate. Alle aziende occorre applicare una riduzione della tassazione “dinamico” con l’aumento del fatturato legato a prodotti ad alta efficienza (US). Contratti legati alle “performances” degli impianti devono diventare una pratica consueta e così pure audits ed interventi da parte di ESCO’s.

I governi dovrebbero dare il buon esempio con un “public procurement” legato solo ad alte efficienze; le specifiche di acquisto devono chiaramente includere i criteri di valorizzazione economica dei costi di esercizio (OPEX) e non solo del CAPEX. Implementare forti interventi del privato attraverso politiche di aziende di un settore (vedi esempio dei cementieri) che si impongono di acquistare solo prodotti / sistemi ad alta efficienza; creare consumi nelle industrie manifatturiere che vivono su un brand legato a prodotti ad alta efficienza e portare in televisione ed in internet tali campioni ed esperienze. Nelle conclusioni è risultato difficile definire chi fa che cosa e quando … e chi paga inizialmente ma è stato rilevato che eventi come quello organizzato dal WEF inducono cultura al top delle organizzazioni, cultura che deve poi “discendere” stimolando azioni concrete.

In ogni caso si è confermato come l’efficienza energetica sia diventata un fattore di considerazione ed importante (e prioritario a detta di molti) per tutti gli stakeholders dell’energia; le tecnologie ci sono ma mancano gli impegni politici ed un coordinato impegno dei privati. Ci si augura che a livello delle competenti Autorità Italiane, sia centrali che locali, si inizino opere di divulgazione tali da creare una “cultura Paese” orientata sia all’efficienza energetica sia al risparmio; ed in tale opera di divulgazione gli “ingegneri” con le loro associazioni dovrebbero diventare i principali paladini.

*Presidente del Gruppo di Studio del WEC “Risorse energetiche e tecnologie” ABB Italia Riferimenti:

*www.confindustria.it

(L´articolo apre il Focus "Efficienza energetica" pubblicato alle pagg. 7 - 12 di questo numero)

Argomenti del Focus

Efficienza energetica e risparmio: gli ingegneri ne siano paladini

dott. ing. Alessandro Clerici

Le caldaie a condensazione per il riscaldamento a fini di benessere

dott. ing. Alesssandro Fontana - dott. ing. Federico Musazzi

Pompe di calore: ausilio primario per l´obiettivo "20-20-20"

dott. Giampiero Colli

Abbattere i costi e ridurre le emissioni: motori ad alta efficienza e inverter

dott. ing. Alessandra Boffa dott. Nicolò Bonacina

Building automation per l´efficienza energetica

dott. ing. Silvio Della Casa

 

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