11/12-2011 | Ricerca
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Il valore della ricerca scientifica

prof. Carlo Bernardini*

Pubblichiamo il testo gentilmente trasmessoci dai professori Maurizio Cumo e Carlo Bernardini, rispettivamente presidente e presidente onorario di SIPS, Società Italiana per il Progresso delle Scienze.

L’indimenticabile e rigoroso Antonio Ruberti aveva particolarmente a cuore, tra le risorse del suo Paese e dell’Europa, lo sviluppo della conoscenza della realtà, la scienza di base. Non a caso, adoperava l’efficace denominazione di “beni immateriali” per contraddistinguere quelle enormi ricchezze che nascono come scoperte del pensiero umano e non si materializzano nel modo oggi dominante del profitto a breve. I beni immateriali hanno, sul profitto, il vantaggio di produrre per loro stessa natura lo sviluppo sociale e civile; per questo, sono frutto di un particolare lavoro con ricadute enormi: quel lavoro che va sotto il nome di ricerca e che si accompagna allo studio, all’insegnamento e alla curiosità intellettuale.

La negligenza politica e culturale verso i beni immateriali è uno dei peggiori segni di imbarbarimento di un paese, è un preludio del sottosviluppo. Se la politica economica accampa il pretesto di una crisi, mondiale o locale che sia, per trascurare la crescita dei beni immateriali, vuol dire che un rovesciamento dei valori è già in atto: vecchi ricchi hanno sopraffatto giovani curiosi e lo sforzo per riincamminarsi su una strada di rilevanza sociale difendibile potrà superare soglie di irreversibilità e divenire sottosviluppo. Noi, firmatari di questo manifesto, abbiamo acquistato negli anni, anche sull’esempio dei nostri più autorevoli maestri e colleghi, la coscienza dell’insostituibile ruolo della ricerca nel progresso civile. Non a caso, la nostra più antica Associazione, addirittura pre-unitaria, è la SIPS, Società Italiana per il Progresso delle Scienze.

Il nostro intento determinato è oggi quello di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei responsabili sulla centralità della conoscenza scientifica di base come investimento di gran lunga più produttivo di ogni altro indipendentemente da ogni sollecitazione programmatica e da imposizioni di scadenze temporali. Chiediamo ai governanti e agli imprenditori di fare propria questa convinzione, che ha il sostegno di tutta la storia delle scienze e delle tecnologie, e di adoperarsi perché il massimo delle risorse materiali e intellettuali, con particolare riguardo ai giovani, sia impiegato per portare il paese a traguardi degni di una umanità evoluta. Ci rivolgiamo in specie ai nostri concittadini europei perché diano segni di riconoscimento all’Italia di un ruolo che fino a poco fa ha assolto nel più riconoscibile dei modi.

*Sapienza Università di Roma

 

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