11/12-2011 | Attualità
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Il confronto con gli altri Paesi europei e le differenze interne tra Nord e Sud

Apparecchiature elettriche ed elettroniche. Rifiuti, in Italia il bicchiere è “mezzo pieno”

Davide Canevari

Telefoni cellulari, decoder, iPod, navigatori satellitari... Seppure (relativamente) recenti, sono ormai divenuti oggetti di uso comune e termini ben noti a chiunque. Curiosamente, però, il concetto di RAEE resta ancora oggi per molti italiani avvolto dal mistero. Trattasi dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, che rappresentano una voce di peso crescente nelle politiche di smaltimento di una moderna economia occidentale. Un dato, per fornire una dimensione del problema: nella sola Europa ogni anno vengono dismesse tra 9 e 10 milioni di tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche. I Sistemi Collettivi di raccolta dei RAEE, che sono stati attivati nelle varie nazioni europee, riescono a intercettare circa 3,5 milioni di tonnellate, per un valore pari a circa 7 chilogrammi/abitante.

La situazione italiana è, al momento, in rapida evoluzione: sicuramente positiva se si considera il trend di crescita in atto; ancora mediocre in valore assoluto, come conferma il Rapporto annuale 2010 sul sistema di ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche in Itali, di recente pubblicazione. Partiamo dalle note positive. Nel 2010 sono state oltre 245 mila le tonnellate di RAEE raccolte, con una crescita del 27 per cento rispetto ai valori del 2009 (193 mila tonnellate). Grazie a questo robusto incremento è stato raggiunto un primo importante traguardo, così sintetizzato dal già citato Rapporto: “Il 2010 è stato importante per il settore dei RAEE. A meno di due anni e mezzo dalla sottoscrizione dell’Accordo di Programma fra ANCI e Centro di Coordinamento RAEE, l’Italia ha raggiunto e superato l’obiettivo europeo di 4 chilogrammi raccolti per abitante, con significativi benefici ambientali ed economici per tutta la collettività. Un risultato del quale ci si può ritenere soddisfatti”. “Il raggiungimento della soglia dei 4 chilogrammi - ha commentato in piena sintonia Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – ha permesso all’Italia dei RAEE di entrata a pieno titolo in Europa, dimostrando la capacità di creare condizioni di eccellenza nel settore dei rifiuti”. Una soddisfazione che si scontra, tuttavia, con due forti criticità che devono diventare altrettante priorità di azione. La prima riguarda l’eccessiva differenza di risultati tra le diverse aree del Paese. Mentre il Nord è allineato ai requisiti europei (5,33 chilogrammi di raccolta pro capite, con il livello di eccellenza di 6,92 chilogrammi in Trentino Alto Adige), il resto del Paese fa più fatica a tenere il passo. Al Centro si scende a 3,71 chilogrammi (va tuttavia segnalato l’ottimo risultato dell’Umbria, con 7,16 chilogrammi) e addirittura si scivola a 2,53 chilogrammi nel Mezzogiorno (con nemmeno 2 chilogrammi a testa in Basilicata e Puglia). L

a seconda variabile ha a che fare con la scarsa consapevolezza del problema, cui si è fatto cenno nell’incipit di questo articolo. L’ultima indagine di settore, condotta dall’Ipsos, ha rilevato che sette italiani su dieci non hanno neppure una vaga idea di cosa sono i RAEE. Davvero difficile, con questi presupposti, pensare a un ulteriore salto di qualità nelle politiche di recupero e smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici! La consapevolezza di dover fare ancora parecchia strada prima di potersi dire soddisfatti è in effetti ben radicata tra gli addetti ai lavori. “La positività dei risultati 2010 non ci fa certo sentire appagati – il commento di Danilo Bonato, Presidente Centro di Coordinamento RAEE - dato che la strada per raggiungere i Paesi più virtuosi è ancora lunga. Il Centro di Coordinamento RAEE è pronto a supportare i Sistemi Collettivi e tutti gli attori della filiera nel migliorare continuamente l’efficienza e la qualità del sistema, sia per quanto riguarda la crescita della raccolta sia per gli aspetti legati alla sicurezza ambientale del trattamento”. “Nonostante gli ottimi risultati raggiunti grazie al concorso e all’impegno di tutti – ha aggiunto Filippo Bernocchi, Vicepresidente ANCI - il cammino da percorrere appare però ancora lungo.

La raccolta dovrebbe presentare ampi margini di crescita, tanto da rendere realistico un obiettivo di almeno 5 chilogrammi per abitante nel breve periodo e di 7/10 chilogrammi nel medio termine, così da raggiungere i Paesi europei più virtuosi. Questi obiettivi sono alla nostra portata. È però necessario che il sistema di ritiro uno contro uno decolli davvero. Inoltre occorre sviluppare sul territorio modelli di raccolta separata dei RAEE più efficaci e puntuali, che integrino i Centri di Raccolta con i punti vendita o i luoghi di raggruppamento della distribuzione in un’ottica di maggiore prossimità al cittadino”. La stessa ANCI ha proposto la definizione di un Piano nazionale di sensibilizzazione sui RAEE, con il coinvolgimento attivo di tutti gli attori, dai Comuni ai produttori, dalle associazioni dei consumatori ai distributori. Nel processo di avvicinamento alle migliori realtà europee c’è un dato che fa ben sperare.

Gli Stati che hanno avviato per primi specifici sistemi di gestione sono quelli che oggi possono vantare i risultati migliori in termini di raccolta pro-capite. “Ad esempio – precisa il Rapporto - è il caso dei Paesi scandinavi in cui la raccolta dei RAEE è iniziata agli inizi degli anni 2000 e dove oggi si raggiungono picchi di 16 chilogrammi di rifiuti per abitante. Anche Francia, Germania e Inghilterra hanno iniziato a gestire separatamente i RAEE alcuni anni prima dell’Italia e in questi Paesi la media pro-capite si aggira tra i 5 e i 7 chilogrammi/abitante”. Insomma, per dare un giudizio più completo sul nostro Paese dobbiamo attendere ancora qualche anno. Un altro dato interessante è quello che riguarda la tipologia dei RAEE conferiti in Italia, che ha subito una profonda modificazione a causa, essenzialmente, del passaggio alla tecnologia del digitale terrestre. Va prima di tutto ricordato che, all’interno dei Centri di Raccolta, i RAEE domestici sono conferiti e stoccati secondo una suddivisione in 5 Raggruppamenti che tiene conto delle successive esigenze di trattamento e riciclo.

  • R1 - Freddo e clima (frigoriferi, condizionatori, congelatori, eccetera)
  • R2 - Grandi Bianchi (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, eccetera)
  • R3 - TV e Monitor (televisori e schermi a tubo catodico, LCD o al plasma, eccetera)
  • R4 - Piccoli elettrodomestici (telefonini, computer, stampanti, giochi elettronici,apparecchi illuminanti, ventilatori, asciugacapelli, eccetera)
  • R5 - Sorgenti luminose (lampadine a basso consumo, lampade al neon, lampade fluorescenti, eccetera).

“Nel 2010 – sintetizza il Rapporto - il raggruppamento R3 ha ulteriormente rafforzato la propria quota superando il 33 per cento rispetto al totale dei RAEE raccolti con una crescita del 40 per cento rispetto all’anno prima. Questo incremento è stato bilanciato da una riduzione della quota dei RAEE appartenenti al raggruppamento R1. In termini relativi sono invece rimaste sostanzialmente invariate le quote relative di raccolta dei raggruppamenti R2, R4 ed R5”.

 

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