20-2011 | Energia
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Potenzialità delle risorse idroelettriche in Italia

prof. ing. Edoardo Benassai * | dott. ing. Giovanni Celentani **

Da studi autorevoli svolti a suo tempo (anni 1928-1930) dal Servizio Idrografico del Ministero dei Lavori Pubblici nonché da altri studi più recenti, risulta una potenzialità massima di produzione di energia elettrica dalle risorse idrauliche compresa tra i 65 e i 70 TWh/anno (miliardi di kWh/anno) (Penati AEI – 1984; Cadeddu e Penati – 1989). Più recentemente negli anni ‘70-’80 fu eseguita dall’ENEL, una ricerca applicata a numerosissimi casi di interesse attraverso progetti di fattibilità di singoli impianti.

La ricerca portò ad individuare possibili realizzazioni con investimenti previsti in modo ragionevole se rapportati alle producibilità ottenibili. L’incremento di producibilità ottenibile fu valutata da 45 TWh/anno a 55 TWh/anno. Tale dato fu incluso nel Piano Energetico Nazionale del 1988. Il programma, però, non fu mai attuato. La potenzialità di incremento della produzione da idroelettrico (gli impianti progettati e non realizzati sono negli archivi dell’ENEL) sussiste tuttora ed oggi la loro realizzazione sarebbe agevolata dai Decreti ministeriali in vigore (D.L. 3 marzo 2011 n. 28 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonte rinnovabile). Per la realizzazione degli impianti esistono procedure che andrebbero snellite tenendo conto delle opportunità di lavoro e di sviluppo economico legate a tali impianti. Per entrare nel merito delle varie grandezze che entrano in gioco nel problema dell’energia è utile fare cenno al bilancio elettrico nazionale ed al peso delle varie fonti rinnovabili. I dati esposti sono forniti dal GSE, Gestore Servizi Elettrici, società del gruppo ENEL e si riferiscono a tutto il 2009. L’energia elettrica immessa nella rete nazionale nel 2009 è ammontata a circa 320 TWh/anno (320 miliardi di KWh/anno) ed è così ripartita nelle varie fonti.

  • Termica tradizionale 203 TWh/anno
  • Fonti rinnovabili 68 TWh/anno
  • Saldo acquisti dall’estero 45 TWh/anno
  • Idraulica da pompaggio 4,3 TWh/anno
  • Totale 320,3 TWh/anno

La voce “idraulica da pompaggio” si riferisce alla produzione degli impianti idroelettrici di produzione e pompaggio utilizzati per accumulare energia prelevata dall’estero (Francia e Svizzera) nelle ore notturne ed erogata poi alla rete elettrica nelle ore diurne di massimo carico. La produzione da rinnovabili a tutto il 2009 è così ripartita nelle varie fonti

  • Idroelettrico 48,6 TWh/anno
  • Biomasse e biogas 7,2 TWh/anno
  • Geotermia 5,0 TWh/anno
  • Energia eolica 6,5 TWh/anno
  • Solare 0,7 TWh/anno
  • Totale 68,0 TWh/anno

Dai dati esposti risulta come le produzioni da solare (0,7) e da eolico (6,5) rappresentano molto poco se raffrontate all’energia in rete (320), mentre la produzione da idroelettrico (48,6) rappresenta tuttora una percentuale (15,2%) non trascurabile del totale della detta energia in rete. In effetti la media di produzione da idroelettrico calcolata negli ultimi quindici anni, è intorno ai 43 TWh/anno, valore inferiore alla producibilità media annua di 45 TWh/anno accertata a suo tempo (anni ‘80), su un periodo di 30 anni; Il calo della producibilità media verificatosi negli ultimi due decenni circa in questo settore può trovare una spiegazione in un susseguirsi di molti anni di scarsa idraulicità rispetto al passato, ma, dipende anche dalla mancata azione di profondo rinnovamento di grossi impianti di vetusta costruzione. Un’azione di rinnovamento e ricostruzione degli impianti fu svolta nel passato con ottimi risultati per tre decenni, dal ‘60 al ‘90 circa.

Queste ricostruzioni furono operate dai Centri Idroelettrici dell’ENEL di Napoli, di Torino e di Venezia. Da quanto esposto si trae che:

1) Il ruolo dell’idroelettrico in Italia è di primaria importanza. Ciò per le varie funzioni cui sono deputati gli impianti idroelettrici.

2) La potenzialità del sistema idraulico italiano presenta, ancora, margini non trascurabili di nuova fattibilità. Il settore idroelettrico,oggi, inoltre è sorretto da recenti decreti ministeriali, per cui molti interventi possibili oltre che raggiungere lo scopo di una maggior produzione da fonte pulita, possono ben rientrare, da un’analisi-costi-benefici, in condizioni di convenienza economica.

3) La maggior parte dei vecchi grossi impianti che potrebbero essere utilmente potenziati è di proprietà dell’ENEL.

4) La produzione idroelettrica rispetto a quella dalle altre fonti rinnovabili è di gran lunga la maggiore (nel 2009 ha rappresentato il 71,5% della produzione totale da rinnovabile).

5) In chiave propositiva sarebbe opportuno, guardare attentamente alle possibilità di incremento della producibilità idroelettrica del territorio italiano fino al valore accertato di 55 TWh/anno (miliardi di kWh/anno).

Per il raggiungimento di un tale obiettivo, occorrerebbe, anche un’azione di stimolo e di indirizzo sull’ENEL che pur in parte privatizzata rappresenta sempre un Ente nazionale cui sono demandate funzioni ed obblighi primari nel campo dell’energia. Altre azioni potrebbero essere svolte: Dal recupero di energia in schemi acquedottistici, all’utilizzo di piccoli salti, (anche in schemi irrigui), al miglioramento soprattutto di tantissimi impianti di vecchia costruzione Sarebbe, infine, opportuno da parte delle Università italiane di antica tradizione costituire un gruppo di formazione e di potenziamento delle attività culturali sulle risorse e gli impianti idroelettrici come nel passato, quando questa disciplina dell’idraulica rappresentava un fiore all’occhiello della cultura tecnica con maestri italiani di grandissimo valore.

* Università degli Studi di Napoli Federico II

**già della Direzione Costruzioni Enel di Napoli

 

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