04-2010 | Energia
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Le linee guida di Assovetro, Ancitel Energia e Ambiente

Il vetro, l’edilizia abitativa e l’efficienza energetica

Davide Canevari

L’obiettivo di un’edilizia abitativa di qualità (anche da un punto di vista ambientale), ed efficiente in termini energetici, è destinato a rimanere davvero difficile da raggiungere fino a che i Comuni e le amministrazioni pubbliche rimarranno alla finestra. Fino a quando, cioè, non saranno messi nelle condizioni di agire nel migliore dei modi da promotori e da protagonisti. Sembra essere partito (anche) da questo spunto il convegno che si è svolto a Milano lo scorso 20 gennaio dal titolo: Il vetro per l’efficienza energetica nell’edilizia. L’evento è stato organizzato da Assovetro e Ancitel Energia e Ambiente per presentare le nuove Linee Guida per l’introduzione nei Regolamenti Edilizi Comunali di elementi e indicazioni operative per la piena attuazione della normativa vigente e delle misure finalizzate a promuovere l’efficienza energetica degli edifici mediante l’utilizzo dei prodotti vetrari (vetri ad alta efficienza per serramenti, lane di vetro per isolamento delle pareti). Questo nuovo strumento operativo è stato predisposto da un tavolo di esperti tecnici, coordinato da Ancitel Energia e Ambiente e da Assovetro cui hanno preso parte anche alcuni Comuni: Calenzano (FI), Castelnuovo Magra (SP), Lecce, Salerno, Traversetolo (PR). Destinatari dell’iniziativa, i tecnici delle amministrazioni pubbliche e più in generale i progettisti e le aziende del comparto costruzioni. “L’attenzione, le esperienze, la professionalità dei Comuni - sono le parole di Filippo Bernocchi, delegato Anci per le politiche per l’ambiente e l’energia - così come la loro volontà di cambiamento, in questo campo sono notevoli. Tuttavia, è necessario fornire alle amministrazioni locali gli strumenti operativi e di supporto per orientarsi in uno scenario normativo complesso e di non sempre facile applicazione”.

Come è stato, per altro, evidenziato dai promotori dell’incontro, i Regolamenti Edilizi, oltre a recepire le indicazioni della legislazione vigente, possono svolgere una funzione di vero e proprio orientamento della produzione edilizia sul proprio territorio comunale, introducendo prescrizioni più severe ed incentivando gli interventi più efficienti dal punto di vista energetico, ma anche adeguati sistemi di verifica e controllo dei progetti. Sono, cioè, uno strumento di prioritaria importanza per passare dalle parole (o dalle semplici intenzioni di massima) ai fatti concreti. Vale la pena ricordare che, soprattutto in una situazione come quella italiana, il mattone è stato fino ad oggi ingiustamente trascurato come pilastro di una politica di vero sviluppo sostenibile. “Il potenziale di abbattimento delle emissioni di anidride carbonica in edilizia - ha ricordato Paolo Ferro, vicepresidente dei produttori di lane di vetro per isolamento di Assovetro - è oggi di gran lunga superiore rispetto a quello del settore industriale (dove già sono stati numerosi gli interventi) e dei trasporti (anche in questo caso, l’adozione degli standard Euro4 ed Euro5 è già intervenuto sulla riduzione delle emissioni). Solo da qualche anno, con l’adozione, sia pure tardiva rispetto ad altri Paesi, di norme specifiche in materia di efficienza energetica degli edifici, è possibile prevedere ed adottare interventi anche nel settore dell’edilizia, favorendo ed implementando efficaci politiche di riduzione dei consumi energetici e delle emissioni”. E nell’ambito dell’edilizia, proprio l’universo vetro può dare un contributo di assoluto rilievo.

Le linee guida... in sintesi

Sono gli stessi autori dell’iniziativa a ribadire, in estrema sintesi, lo spirito che ha ispirato la nascita delle Linee Guida. “Il documento è nato con il non poco ambizioso obiettivo di fornire, con taglio pratico e agile, alcuni concreti strumenti di lavoro ai Comini che intendono adeguare il proprio Regolamento; fra essi in particolare alcuni schemi per la realizzazione delle fasi di controllo e verifica sui progetti e sul cantiere”. Essenzialmente il documento si articola in cinque momenti. Nella prima parte sono richiamate le leggi e le prescrizioni oggi vigenti in materia di risparmio energetico, di isolamento acustico, di sicurezza. Nella seconda e nella terza parte sono illustrate le caratteristiche dei materiali e dei prodotti vetrari, le loro funzioni, le loro proprietà. La quarta sezione è dedicata al tema degli strumenti di incentivazione che i singoli Comuni possono adottare in sede di aggiornamento del Regolamento edilizio, al fine di favorire l’efficienza energetica degli edifici. La quinta e ultima parte è - infine - dedicata ai processi e alle metodologie per la verifica della congruità dei progetti edilizi da parte degli Uffici comunali preposti, con la proposta di modelli standard che ciascuna amministrazione comunale può poi fare propri (con le eventuali, dovute modifiche).

La sensibilità dei Comuni

Ma quanto è distante oggi, all’interno dei Comuni italiani, il traguardo di un’edilizia davvero ispirata ai principi dell’efficienza energetica e dello sviluppo sostenibile? La risposta non ha - ovviamente - il semplice scopo di appagare una curiosità. Ma intende fornire elementi critici e conoscitivi essenziali per meglio calibrare le politiche di intervento e supporto (tra le quali, appunto, figurano le stesse Linee Guida). Per questo, tra il 2008 e il 2009, è stata condotta una specifica indagine a campione (su 117 Comuni rappresentativi dei quasi 1.200 Comuni con oltre 10 mila abitanti) volta proprio a rilevare lo stato dell’arte in merito alle misure applicate dai Comuni in tema di risparmio, edilizia sostenibile, all’utilizzo dei prodotti vetrari (e prima ancora alla conoscenza delle valenze di questo materiale). La rilevazione campionaria intendeva anche definire il livello di conoscenza delle normative comunitarie e nazionali in vigore. Il livello di adesione a questo sondaggio non può essere definito esaltante: il 55 per cento delle realtà interpellate non ha infatti risposto. E già questo numero rappresenta un elemento di riflessione, in quanto dimostra come ancora stenti a radicarsi una cultura della sostenibilità e una consapevolezza del ruolo primario che lo stesso Comune può svolgere in questo ambito. A parziale consolazione, tutti i Comuni con oltre 100 mila abitanti hanno risposto all’appello. Inoltre - a prescindere dalla dimensione del Comune - nel Nord del Paese ci sono stati tassi medi di risposta superiori rispetto al resto d’Italia.

La conoscenza delle normative

Apparentemente la conoscenza della normativa nazionale è ben radicata all’interno dei Comuni italiani. Secondo la suddetta indagine la percentuale dei ben informati raggiunge le soglie dell’85 per cento. Scendendo più nel dettaglio dei numeri emergono, tuttavia, alcuni aspetti più critici. Le norme più recenti, quelle emanate dopo il dicembre 2007, sono note a circa la metà dei Comuni (il 55 per cento). Le maggiori lacune si ritrovano nelle realtà di dimensioni medio-grandi e nel Mezzogiorno d’Italia.

La conoscenza del vetro

La possibilità di utilizzare il vetro (o suoi prodotti derivati) come soluzione particolarmente efficace per l’isolamento termico e acustico degli edifici è poco conosciuta all’interno dei Comuni italiani. “La conoscenza della situazione - spiegano gli autori della ricerca - appare migliore per gli edifici pubblici quali scuole o uffici, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, rispetto al settore residenziale. I Comuni del Nord Est e quelli con popolazione compresa tra 50 mila e 100 mila abitanti dispongono di più dati. In ogni caso la diffusione dei vetri ad alte prestazioni appare piuttosto limitata e scarso è anche l’impiego di prodotti quali la lana di vetro per l’isolamento degli edifici; più diffusi i vetri singoli e quelli isolanti”.

L’impiego delle rinnovabili

Ancora una volta, i numeri non dicono tutto. Di primo acchito, infatti, sembrerebbe che le rinnovabili si stiano radicando in modo significativo: il 50 per cento dei Comuni interpellati dal sondaggio ha dichiarato di impiegare al proprio interno il solare termico. Con il fotovoltaico si sale al 60 per cento. La diffusione è, però, a macchia di leopardo con la prevalenza al Nord di impianti di maggiori dimensioni e la diffusione al Sud di soluzioni più numerose ma anche più contenute. A livello aggregato, poi, sia le superfici interessate sia la potenza totale installata sono ancora davvero modeste se paragonate con quelle di alcune realtà del Nord Europa. Infine, va detto che l’interesse dei Comuni - di fatto - non va al di là del sole. Poco presenti o del tutto assenti sono le altre opzioni, sempre nel campo delle rinnovabili.

La regolamentazione edilizia

Il 38 per cento dei Comuni raggiunti da questa inchiesta ha dichiarato di avere già inserito nel proprio Regolamento Edilizio apposite norme per promuovere l’efficienza energetica; il 47 segnala di avere allo studio specifiche iniziative in tal senso. La maggior parte di coloro che hanno adottato norme in favore dell’efficienza energetica hanno in parallelo promosso forme di incentivazione per interventi sugli involucri (70 per cento). Anche in questo caso emerge in positivo il Nord Est - e più in generale si segnalano i grandi Comuni - mentre il Mezzogiorno risulta un po’ più in ritardo.

E’ possibile richiedere le Linee Guida inviando un modulo di richiesta a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o al numero di fax 06 76291424

 

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