04-2010 | Attualità
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Un’indagine del Centro Studi del Cni apre il dibattito su un tema molto sentito dalla categoria

La Germania conferma i minimi tariffari inderogabili Anche il nostro Paese è pronto ad invertire la rotta

Roberto Di Sanzo

Ripristinare i minimi tariffari per la remunerazione delle prestazioni d’ingegneria. E’ questo l’auspicio di numerosi colleghi, spesso alle prese con bandi di gara con ribassi in molti casi fuori mercato e che mettono a serio rischio la qualità della prestazione offerta. Insomma, la liberalizzazione delle tariffe introdotta con la cosiddetta “Legge Bersani”, ha creato scompiglio e scompensi. Ma da qualche giorno ecco sorgere una nuova speranza per tutti coloro che auspicano un ritorno ai vecchi tempi. I dettagli di questa importante novità si possono leggere nell’ultima ricerca pubblicata dal Centro Studi del Cni intitolata “L’attualità delle tariffe professionali per le prestazioni di ingegneria”. La speranza arriva dalla Germania, che lo scorso 17 agosto 2009 ha aggiornato, dopo un’attesa di 14 anni, le tariffe obbligatorie per le prestazioni di ingegneri e architetti.

Insomma, un atto legislativo che sta a dimostrare che esistono ancora grandi Paesi europei che utilizzano le tariffe professionali vincolanti per remunerare le prestazioni degli ingegneri e degli architetti. Un modo di agire, quello tedesco, analizzato e spiegato dall’ingegner Romeo La Pietra, dal 2008 Presidente del Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri: “La scelta del Governo Federale di Germania dimostra che le tariffe professionali vincolanti sono uno strumento irrinunciabile per garantire la qualità delle prestazioni d’ingegneria. Il nuovo tariffario tedesco prevede un incremento medio dei compensi di ingegneri e architetti del 10%. Il Governo tedesco stima che le nuove tariffe di ingegneri e architetti comporteranno, per le sole amministrazioni pubbliche, maggiori oneri per 290 milioni di euro l’anno.

Tale maggiore esborso viene però ritenuto necessario per garantire la qualità della progettazione e quindi la qualità complessiva delle opere pubbliche”. Una legittimazione, per le tariffe professionali vincolanti, che però non pare essere riconosciuta dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che invece continua a ribadire che “secondo il diritto antitrust i prezzi fissi o minimi rappresentano l’esempio più evidente di restrizione della libera concorrenza che non trova alcuna giustificazione nella tutela di interessi generali”. Una convinzione che però pare andare in controtendenza con La Corte di giustizia delle comunità europee, che con la sentenza 19 febbraio 2002 ha affermato definitivamente che gli artt. 5 e 85 del trattato CEE (divenuti ora artt. 10 Ce e 81 Ce) non ostano all’adozione, da parte di uno Stato membro, di norme che approvino, sulla base di un progetto stabilito da un Ordine professionale, una tariffa che fissi dei minimi e dei massimi per gli onorari dei membri dell’Ordine.

Alla luce di questo principio sono state ritenute legittime tutte le tariffe professionali adottate in Italia, vincolanti fino all’approvazione della Legge Bersani. Nel nostro Paese, tra l’altro, la reintroduzione dell’inderogabilità delle tariffe potrebbe “arricchirsi” di un elemento innovativo, vale a dire l’inserimento, per ogni specifica prestazione, di una approfondita descrizione delle attività che ciascuna di essa implica. L’importanza delle tariffe professionali vincolanti, inoltre, risiede proprio, nel fatto, come spiega La Pietra, “che sono uno strumento irrinunciabile anche per tutelare gli stessi consumatori. Lo scopo del Governo tedesco è quello di prevenire una competizione sconsiderata, che mette a repentaglio la qualità delle prestazioni professionistiche. Una competizione sconsiderata che, purtroppo, attualmente contraddistingue il mercato delle prestazioni professionali d’ingegneria in Italia”.

Il Governo Federale ritiene, inoltre, che le tariffe professionali siano uno strumento idoneo anche a tutelare i consumatori: “Sul mercato esistono lacune di informazione, che impediscono ai committenti una equa valutazione delle prestazioni professionali. In tale ottica i minimi di tariffa collegati a prescrizioni minime possono anche a contribuire alla protezione dei consumatori”. Le conclusioni del Presidente La Pietra, quindi, sono assolutamente condivisibili, soprattutto per cercare di risollevare un settore che sta soffrendo in maniera inesorabile: “Di fronte ad un mercato dei servizi d’ingegneria devastato da ribassi ‘lunari’ il ripristino dell’inderogabilità dei minimi tariffari, mai abbandonata da un paese non certo secondario come la Germania, quale strumento di regolazione del sacrosanto meccanismo concorrenziale merita di essere almeno preso in considerazione, soprattutto perché essa è assolutamente compatibile con il diritto europeo”.

 

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