08-2010 | Energia Nucleare
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Senatore e grande esperto di energia nucleare

Guido Possa: “Caorso bis? Un’ipotesi da valutare”

Davide Canevari

Riaprire Caorso... E perché no? Nelle scorse settimane il Senatore Guido Possa – ricercatore e tecnico prima ancora di essere politico – ha lanciato questo messaggio dalle colonne del Sole 24 Ore, riaprendo un dibattito che pareva ormai sopito per sempre. Il Giornale dell’Ingegnere ha deciso di tornare sulla questione, approfondendo gli aspetti ingegneristici e di natura finanziaria.

Senatore Possa, da un punto di vista puramente tecnico e tecnologico, quali elementi portano a considerare come fattibile questa soluzione?

Attualmente non sono stati smantellati a Caorso i componenti del circuito primario irraggiati, in primis il vessel. Inoltre non è stato toccato il contenitore. Questi fondamentali componenti sono stati conservati bene per gli anni (dal 1986 a tutt’oggi) in cui la centrale è stata non attiva. Sono componenti molto importanti e molto costosi. Va tenuto presente che se adesso venisse ordinato un vessel del genere la consegna non potrebbe avvenire prima del 2017-2018.

Esistono già dei concreti studi di fattibilità?

No, non sono stati fatti studi di fattibilità sulla riutilizzazione di vessel e contenitore di Caorso, per ricostruire la centrale BWR da 850 MWe (che ha funzionato dal 1977 al 1986). Tali studi sarebbero, ovviamente, indispensabili per rendere concreta l’opzione della ricostruzione della centrale. Un primo aspetto da chiarire è quello della sicurezza. Immagino che occorrerebbe rivolgersi alla General Electric e alla Nuclear Regulatory Commission Usa. Il secondo aspetto da chiarire sarebbe quello della possibilità di effettuare i lavori di ripristino entro il contenitore, in zona soggetta ad un certo livello di radioattività. Un altro elemento fondamentale da chiarire sarebbe, ovviamente quello dei costi. Da colloqui personalmente avuti con esperti Enel, Sogin e Ansaldo Nucleare mi sono fatto l’idea che in complesso non stiamo considerando un’ipotesi avventata...

Facciamo qualche conto proprio in termini economici. Quanto costerà il totale decommissioning di Caorso? E quanto, invece, l’alternativa di riutilizzare quel sito per una nuova installazione?

Le stime degli esperti sono grosso modo le seguenti: la conclusione del decommissioning di Caorso non costerebbe meno di 0,5 miliardi di euro; il valore residuo di quanto recuperabile dall’attuale situazione della centrale di Caorso, in particolare vessel - e annessi - e contenitore, è stimato in 1 miliardo di euro, la ricostruzione dell’impianto costerebbe 3,0 miliardi di euro. La ulteriore vita operativa di Caorso bis potrebbe sicuramente essere di almeno 30 anni. Caorso bis potrebbe essere riavviato in 5 anni, dopo la positiva conclusione dell’esame di fattibilità.

Perché proprio Caorso?

Il sito di Caorso è molto interessante. Tutti gli studi già fatti sulla geologia, sulla sismicità, sulla disponibilità di acqua di raffreddamento della centrale, eccetera, sarebbero riutilizzabili. Sono dell’avviso - dopo aver parlato con esperti di Sogin - che la ricostruzione di Caorso bis non impedirebbe l’utilizzazione del sito per uno o due altre centrali nucleari di potenza. In ogni caso c’è lo spazio e per quanto riguarda la disponibilità d’acqua ci potrebbero essere problemi solo nei periodi di magra del Po, problemi superabili con torri di raffreddamento.

Perché, allora, non pensare di estendere anche agli altri ex-siti nucleari italiani l’ipotesi Caorso?

I siti dove a suo tempo sono state costruite centrali nucleari o progettate e in parte costruite centrali nucleari (Montalto di Castro) sono certamente i primi candidati per la costruzione di nuovi impianti nucleari. A Caorso tuttavia si potrebbero recuperare parti di un impianto nucleare di seconda generazione che hanno ancora un grande valore (annullando nel contempo i costi del loro decommissioning a breve), situazione non ripetibile per nessuno degli altri impianti nucleari un tempo in funzione.

Pensa che riproporre un sito che ha già ospitato in passato un impianto nucleare, possa facilitare l’accettazione da parte del territorio e della popolazione?

A buon senso la costruzione di una nuova centrale in un sito che in passato ha già ospitato - senza problemi - un impianto nucleare, dovrebbe essere accettata dalla popolazione della zona attorno al sito più facilmente di quanto non succederebbe per un nuovo sito. Nel caso di Caorso occorrerebbe naturalmente evidenziare che la sicurezza di una centrale di seconda generazione (come sarebbe Caorso bis) è pienamente accettabile dalle autorità preposte al controllo. Attualmente nel mondo sono in funzione una trentina di centrali nucleari tipo Caorso (cioè BWR di seconda generazione), alcune delle quali con permesso di esercizio per 60 anni.

Esistono altri casi all’estro, di impianti riaccesi dopo tanti anni di stop?

Non sono a conoscenza di centrali nucleari ricostruite dopo un periodo di inattività così lungo e un cospicuo decommissioning già effettuato. In conclusione? Sono dell’avviso che questa ipotesi della ricostruzione della centrale di Caorso non sia sballata e dati i cospicui benefici economici che comporterebbe (almeno 1,5 miliardi di euro, non contando il recupero immediato dell’area) andrebbe approfondita con un serio esame di fattibilità.

 

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