15-2010 | Intervista
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Intervista al coordinatore del Nucleo Tecnico Scientifico del Distretto Aerospaziale Lombardo

Così le eccellenze tecnologiche prendono quota. Arra: “Promuovere e sostenere le nostre imprese”

Davide Canevari

Giovanissimo, ma con tutte le carte in regola per decollare e per restare ad alta quota. Sono queste le caratteristiche di base del Distretto Aerospaziale Lombardo. Il Giornale dell’ingegnere ha incontrato Michele Arra, coordinatore del Nucleo Tecnico Scientifico del Distretto, che ha subito evidenziato le ambizioni di crescita di questa importante realtà del panorama imprenditoriale italiano. “Il Comitato Promotore, composto da 8 imprese più l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese che hanno dato avvio al lungo processo di costituzione del Distretto e del suo riconoscimento – dichiara Michele Arra - è nato poco più di un anno e mezzo fa, il 23 febbraio 2009. Da allora molta strada è stata fatta almeno su tre fronti”. “Il primo – prosegue Arra - è quello del riconoscimento da parte della regione del nostro sistema produttivo, attraverso la candidatura al bando Driade - Distretti Regionali per l’Innovazione, l’Attrattività e il Dinamismo dell’Economia locale, e il contemporaneo avvio da parte della Regione Lombardia e del MIUR del dialogo per il riconoscimento del distretto tecnologico. Il secondo è stato l’ampliamento della compagine delle imprese che hanno condiviso con noi l’idea di dare vita al distretto. Dalle 8 iniziali si è oggi a circa 70 aziende associate. Il terzo è quello della concretezza delle azioni, tra le quali vale la pena citare una partecipazione collettiva all’ILA di Berlino 2010, l’entrata nella rete europea dei distretti, il lancio di una seconda edizione del Master Helicopter & Aerospace presso l’Università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza, nonché altre iniziative che stiamo negoziando nell’ambito della finanza e degli accordi con il sistema creditizio”.

Quali sono i principali obiettivi che si è posto il Distretto?

Ogni distretto, per essere efficace, deve avere una mission chiara, che si colleghi alla propria storia, e alla realtà dell’oggi. In passato l’industria aeronautica lombarda ha rappresentato un settore di eccellenza, e ancora oggi si muove seguendo quel solco tracciato negli anni scorsi. Ecco, la mission è di lavorare perseguendo ancora di più questa eccellenza affinché essa sia l’acceleratore della crescita e del successo delle aziende associate, in particolare delle PMI. Posso dire, quindi, citando il nostro presidente, ingegner Giuseppe Orsi, che vogliamo promuovere e sostenere le aziende, soprattutto le PMI, affinché crescano facendo leva sulla eccellenza sotto vari punti di vista, tecnologica, dei prodotti, del sistema industriale, del servizio al cliente. Vogliamo che l’appartenenza al Distretto Aerospaziale Lombardo diventi sinonimo di questa eccellenza, in Italia e nel mondo, per far si che le PMI lombarde possano diventare contractor di riferimento per tutte le grandi aziende mondiali, e siano presenti nei principali programmi internazionali.

Quali azioni sono state intraprese per far si che questa mission possa esprimersi in pieno?

Per perseguire questo obiettivo di alta qualità e crescita, sono stati costituiti dei gruppi di lavoro operativi su temi considerati di fondamentale importanza per la crescita del Distretto: Ricerca & Sviluppo, Spazio, Supply Chain, Internazionalizzazione & Marketing, Formazione, Finanziamenti. Ogni gruppo sta sviluppando un proprio programma di attività (master plan) su una scala temporale di breve e medio termine. I gruppi lavorano in sinergia tra di loro ed alcune attività sono già in fase di avvio. Particolare importanza viene data al tema della R&S, sia tecnologica che scientifica, tema che è sviluppato dal Nucleo Tecnico Scientifico (NTS). Il NTS, la cui costituzione e relativo ruolo sono definiti per statuto, è composto da esperti di vari settori tecnologici e scientifici, rappresentanti il mondo dell’industria, della ricerca e dell’università. Il NTS sostiene il Consiglio Direttivo del Distretto in materia di R&S, ma in particolare ha il compito di redigere il Piano Tecnologico Strategico per la ricerca e l’innovazione, promuovere la partecipazione delle aziende e degli enti di ricerca ai bandi di ricerca, e contribuire alla crescita delle competenze degli addetti ai lavori, e in generale diffondere la cultura aeronautica sul territorio.

Ci sono delle collaborazioni in essere con altri distretti o poli produttivi?

Siamo appena nati ed è naturale che il legame con altri poli produttivi sia un processo a sviluppo graduale. Per ora abbiamo scelto di aderire all’EACP (European Aerospace Cluster Partnership), la rete europea dei distretti aerospaziali alla quale sono iscritti già 33 poli produttivi europei. Tra questi vogliamo ricordare anche gli altri distretti italiani Piemonte, Campania, ed ora anche Lombardia e Puglia. Ci sembra un buon inizio per una rete lunga...

Ci può dare qualche numero sulla consistenza del settore aerospaziale all´interno dell´economia lombarda e nazionale?

In regione si contano 185 imprese aerospaziali, che impiegano un totale di circa 14.500 addetti, per un fatturato che si aggira sui 4 miliardi di euro. Sono circa 70 le aziende che hanno aderito al Distretto Aerospaziale Lombardo. Il settore dell’aerospazio in Lombardia opera in numerosi comparti: elicotteri e ala-rotante, addestratori di volo, satelliti di media e piccola classe, equipaggiamenti, avionica, meccanica, servizi. Ma non c’è solo l’aspetto strettamente industriale. A completare il cluster aerospaziale lombardo ci sono anche 13 Università e numerosi centri di ricerca, tra cui il CNR, l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), il JRC (Joint Research Centre della Commissione Europea), l’AWPARC (Advanced Rotorcraft Centre for Applied Research). Sono numeri e presenze importanti che hanno permesso al nostro sistema di far crescere anche nel 2009 le esportazioni, che hanno raggiunto circa il 38 per cento dell’export nazionale di settore.

Più in generale, come è posizionata in questo contesto l´Italia?

Siamo il quarto Paese in Europa nel settore aerospaziale per numero di occupati, dopo Francia, Regno Unito e Germania (secondo quanto risulta da ASD – AeroSpace & Defence, Industries Association of Europe, Facts & Figures 2008). Per quanto riguarda le competenze tecniche e industriali, il nostro Paese può svolgere un ruolo di primo piano in vari settori in Europa, e anche su scala più globale. Ma per mantenere e difendere la sua attuale posizione dalla concorrenza di altre nazioni, e anzi, per poter sostenere una crescita, è necessario che il settore aerospaziale faccia parte stabilmente di un’agenda strategica nazionale a sostegno dello sviluppo industriale, per promuovere la crescita tecnologica in sinergia con una rete di centri di ricerca e università. Auspico che il Distretto possa contribuire a fare emergere questa sensibilità.

Come sta affrontando l´uscita dalla crisi internazionale il comparto aerospaziale?

Questo settore ha tendenzialmente un andamento non strettamente legato ai cicli economici. La dinamica dell’aerospaziale è più collegata all’andamento dei grandi programmi internazionali che hanno tempi di realizzazione e logiche di mercato diversi da aree industriali più tradizionali. E questo ci mette parzialmente al riparo dagli effetti negativi della crisi. Posso dire, però, che una ricetta fondamentale per elaborare soluzioni per superare la crisi è quello di investire in Ricerca, Sviluppo e Innovazione. Il settore aerospaziale è di tipo technology intensive, pertanto, in questa fase di parziale contrazione della richiesta del mercato, è fondamentale lavorare sul tema dello sviluppo tecnologico per favorire comunque l’interesse dei mercati e degli investitori, e far si che si possa essere pronti allorché il mercato si riprenderà e richiederà prodotti e servizi avanzati e innovativi. È in questa direzione - la Ricerca e l’innovazione - che sta operando il Nucleo Tecnico Scientifico che all’interno del Distretto ha il compito di elaborare le proposte in tema di sviluppo tecnologico e scientifico.

Quanto è importante lo strumento del distretto per il rilancio di un settore economico o di un comparto territoriale?

È uno strumento sicuramente importante; nel nostro caso se grazie alle azioni concrete che stiamo progettando si raggiungerà l’obiettivo della crescita, questa riguarderà sia i grandi player che hanno nelle PMI la loro supply chain primaria, sia – appunto - le stesse PMI, che potranno competere autonomamente sul mercato globale.

Quali sono i progetti che avete in essere nel settore della formazione?

A questo proposito faccio solo un esempio, relativo all’iniziativa più recente: quello del Helicopter & Airplane Master, H&A Master come lo abbiamo chiamato. Si tratta di una iniziativa di formazione nel management per il settore aeronautico. È un percorso di studi post laurea dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC basato proprio sulle esigenze formative che emergono dalle imprese del Distretto. Si tratta di un master interamente sostenuto dalle imprese del settore che, in stretta collaborazione con l´Unione Industriali e con l´Università LIUC, hanno definito il programma con l´obiettivo di fornire ai giovani che intendono lavorare in questo settore un solido patrimonio di competenze professionali e manageriali specifiche. Dopo il successo della prima edizione, si sono aperte le iscrizioni per la seconda edizione 2010-2011 che si sono chiuse il 23 luglio. Il Master H&A va inquadrato in un’azione più ampia che investe anche l’istruzione secondaria (per le scuole tecniche in particolare), la formazione universitaria, e la formazione continua in azienda. Per tutti e tre i percorsi sono stati definiti dei programmi per sostenere questo tema che riteniamo fondamentale per il successo delle persone e delle organizzazioni che operano attivamente nel settore aerospaziale in Lombardia.

E le collaborazioni in essere con le principali università lombarde?

Le Università e i Centri di Ricerca sono stati coinvolti sin dall’inizio dell’avvio dei lavori del Comitato Promotore. Nel NTS sono presenti tre rappresentanti (su un totale di quattordici) di tre differenti università, cioè il Politecnico di Milano, l’università di Pavia e l’università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza. Essi hanno messo a disposizione le loro competenze per contribuire alla redazione del Piano Tecnologico Strategico. La redazione del Piano sarà coordinata dal NTS, e sarà possibile grazie al contributo allargato a numerose aziende e alle università mediante la partecipazione di queste a Gruppi di Lavoro afferenti al NTS stesso. I gruppi di lavoro approfondiranno temi specifici nei settori della progettazione, sviluppo tecnologico, produzione, infrastrutture, servizi, formazione. In questo ambito così articolato, le Università possono svolgere un ruolo da protagonista e dare un contributo di progettualità, lavorando in collaborazione con l’industria, e potendo al contempo portare sul tavolo del Distretto i temi di loro specifico interesse.

 

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