20/21-2010 | Auguri
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Auguri per un decennio ricco di prospettive

prof. ing. Pierangelo Andreini

Perdura la crisi, ed evidenzia, quanto meno, il ruolo essenziale dell’innovazione per mettere in campo nuove risorse e nuove regole gestionali che consentano di riprendere la crescita. Ma, quali risorse? Prime fra tutte quelle culturali, ovvero scienza, tecnologia, formazione e informazione. E la loro mirabile sintesi attuativa, costantemente espressa dall’ingegneria e dall’architettura, da sempre impegnate nel continuo ripensamento dei sistemi d’uso e produttivi, per la sostenibilità dei modelli di consumo. E quali nuove regole? Pare evidente che le difficoltà del momento non si possono superare solo ricorrendo a nuovi materiali, nuove tecnologie o aggiornando semplicemente le modalità organizzative. Quindi, è necessario adottare un approccio sostanzialmente diverso, in grado di gestire la complessità della trasformazione in atto. E ciò perché i nodi al pettine sono interagenti e molteplici, non solo economici, ma anche sociali, climatici, energetici, e la loro soluzione costituisce un’occasione di cambiamento epocale, anzi un formidabile acceleratore, che potrà rivoluzionare il mondo nel prossimo decennio. Tuttavia il cambiamento sarà così rapido che le azioni prescelte varranno per breve tempo.

Esse dovranno costantemente adeguarsi alle nuove condizioni, superando i vecchi schematismi programmatori non più applicabili. Questo perché la crescente velocità di generazione e trasferimento delle conoscenze incrementerà esponenzialmente le nuove acquisizioni e la creatività degli operatori, coinvolgendo, praticamente in tempo reale, tutto il mondo produttivo, della ricerca, della formazione, delle imprese, della professione, dell’informazione, tra loro in costante interazione, fino ai consumatori finali. In ogni caso, però, possiamo discutere di prospettive e immaginare quali potranno essere gli avanzamenti tecnologici dei prossimi dieci anni, per concentrare gli sforzi su obiettivi prioritari. Compito arduo, se si pensa al complesso intreccio uomo-ambiente e al fatto che la tecnologia evolve oggi con una rapidità trenta volte superiore a trent’anni fa. Comunque, per affrontare il tema occorre prima delineare lo scenario che potrebbe traguardare il prossimo decennio. Com’è auspicabile, esso sarà caratterizzato, indubbiamente, da una significativa crescita della speranza di vita dell’uomo, con capacità intellettive aumentate e prolungate nel tempo, ma anche con una conoscenza più approfondita e consapevole delle “malattie” ambientali di cui è causa. A questo fine, secondo gli esperti, occorre sostenere tre grandi rivoluzioni, che già oggi si stanno concatenando, il cui acronimo è “GNR”, cioè Genetica, Nanotecnologie e Robotica, ognuna delle quali concorrerà a un sostanziale aumento alla longevità umana.

Attualmente, siamo nella fase iniziale della rivoluzione genetica o biotecnologica, che sta cominciando a produrre gli strumenti necessari per modificare anche il genoma umano, correggerne i difetti, riparare organi e tessuti. Entro il 2020 potrebbe raggiungere il picco, sconfiggendo la maggior parte delle malattie e rallentando, sostanzialmente, il processo dell’invecchiamento. La rivoluzione nanotecnologica e quella robotica sono ancora al loro esordio, ma potrebbero decollare già alla fine del decennio. Con loro potranno essere superati i limiti biologici, facilitando la sostituzione di parti sempre maggiori del corpo umano, con versioni innovative più efficienti che offriranno, fra le altre cose, una significativa estensione della speranza di vita. Passando dall’uomo al suo habitat, lo scenario potrebbe registrare il consolidamento di valide premesse risolutive per affrontare con successo la sfide poste della questione sociale, dell’ambiente e dell’energia, a patto che si assicurino nel tempo adeguati investimenti anche su questo versante. Per fare degli esempi, promuovendo più estesamente ricerche sulle tecnologie per la rigenerazione delle infrastrutture urbane, il miglioramento in qualità e quantità dell’approvvigionamento idrico, il controllo del ciclo dell’azoto, la diffusione e la riduzione dei costi dell’energia e dello sfruttamento delle fonti rinnovabili, specie solare, la sicurezza del processo di conversione dell’energia nucleare, compreso il trattamento delle scorie e la prevenzione del terrorismo, la cattura e sequestro dell’anidride carbonica.

Infine, lo scenario registrerà, altrettanto indubbiamente, una crescita esponenziale della possibilità dell’uomo di rapportarsi e comunicare con chiunque e con qualunque cosa nel mondo. Ma, per sfruttare al meglio le potenzialità di tale formidabile condizione, è necessario che i sistemi formativo e informativo risultino corrispondentemente adeguati, aumentando decisamente gli investimenti a loro riservati. A tale scopo occorrerà innovare costantemente gli strumenti che assicurano il progresso scientifico, tra cui l’università e gli enti di ricerca, indispensabili per promuovere la produzione del sapere e affrontare con successo le questioni più critiche. E occorrerà incrementare anche l’affidabilità, e non solo l’estensione, dei media e del web. Sono queste le leve fondamentali da azionare, su cui investire prioritariamente, per fronteggiare con la necessaria consapevolezza la difficoltà del momento e dare allo sviluppo un futuro sostenibile. Di tale sviluppo, tecnologico e sociale, che nel secolo scorso ha generato inimmaginabili miglioramenti della qualità della vita e promette di accrescerli ed estenderli sempre più diffusamente, gli ingegneri e gli architetti sono stati e sono i concreti artefici. Sono loro che hanno aperto il mondo alle nuove scoperte, permettendo all’uomo, tra l’altro, di conoscere e conoscersi concretamente sempre di più.

E’ a loro che è attribuita la grande responsabilità di individuare e introdurre nuovi modelli di produzione e consumo con soluzioni innovative, al di fuori del paradigma corrente, per affrontare e risolvere i problemi. Su queste soluzioni e sulla generale trattazione dei problemi cui pongono rimedio, il Giornale ha previsto, anche per il 2011, un preciso programma quindicinale di approfondimenti, per concorrere a valorizzare il potenziale delle conoscenze e incentivare lo scambio del sapere. La Redazione confida di soddisfare, così, maggiormente, le aspettative dei lettori, ai quali rinnova l’invito a collaborare numerosi, con l’ invio di articoli, segnalazioni e suggerimenti. Nel ringraziare per il crescente interesse riservato alla pubblicazione, La Redazione porge a tutti i lettori i più cordiali Auguri di Buon Natale e di un sereno Anno Nuovo.

prof. ing. Pierangelo Andreini

 

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